Banche della discordia: tutti i numeri del grande scontro

Dopo la vicenda di Banca Etruria, continua il duello a distanza tra il Pd e le ex opposizioni ora maggioranza

Banca Etruria

Banca Etruria

globalist 24 maggio 2018

Giuseppe Conte, appena incaricato di formare un governo, ancora prima di formare la sua sua squadra si scontra con i rimborsi ai risparmiatori colpiti dalle crisi bancarie italiane, sui cui c'è un gap notevole: quello tra le cifre e valutazioni del governo uscente, che giudica le perdite inevitabili a causa dei paletti europei e ritiene di aver fatto il massimo per rimborsare anche solo parzialmente, e la posizione - opposta - della nuova maggioranza Lega-5 Stelle, che prevede che i risarcimenti siano allargati "anche ai piccoli azionisti delle banche oggetto di risoluzione".


Elio Lannutti, senatore M5s e rappresentante dei consumatori che ha sempre sottolineato le responsabilità della vigilanza di Bankitalia e Consob, giudica quello di Conte "un atto di grande coraggio, un primo atto simbolico di rispetto", una "inversione di tendenza rispetto a Renzi o Gentiloni che andavano in Europa col cappello in mano", parla di "decine di miliardi di perdite" per 500.000 famiglie, che potranno essere sanate quando i rimborsi raggiungeranno i "tre o quattro miliardi di euro". Il contratto prevede "anche l'utilizzo effettivo di risorse, come da legge vigente, provenienti da assicurazione e polizze dormienti". Lo stato dell'arte di quanto versato è invece tutt'altro ed è stato fotografato nel bilancio di mandato diffuso dal ministro uscente dell'Economia Pier Carlo Padoan. Per i casi di risoluzione e per quelli di liquidazione delle banche venete - si legge nel documento - gli investitori al dettaglio che hanno acquistato queste obbligazioni e possono dimostrare la violazione delle regole di correttezza da parte della banca possono ottenere il rimborso grazie al Fondo di solidarietà alimentato dal sistema bancario e gestito dal Fondo interbancario di tutela dei depositi: "grazie a questo meccanismo, sono già stati rimborsati, per le quattro banche regionali (CariChieti, CariFerrara, Cassa Marche e Banca Etruria), circa 167 milioni di euro a fronte della liquidazione di più di 14.000 istanze sulle circa 16.000 pervenute". Per Veneto Banca e popolare Vicenza gli obbligazionisti subordinati al dettaglio hanno potuto presentare domanda di indennizzo forfettario fino al 30 settembre 2017: il Fitd ha comunicato 8.090 istanze per poco meno di 50 milioni. Per Mps è stata introdotta una forma di compensazione basata su una transazione proposta dalla banche, che interessa strumenti finanziari subordinati per circa 2,2 miliardi.