Raqqa città fantasma: arrivano gli aiuti dell'Onu per una popolazione allo stremo

Bambini che muiono ancora per le trappole esplosive, mancano acqua e corrente, non c'è né polizia né alcun servizio pubblico

Raqqa

Raqqa

globalist 4 aprile 2018

Una città fantasma dove si continua a morire per le bombe lasciate dai jihadisti dello Stato Islamico prima della fuga. Adesso le Nazioni Unite hanno annunciato di avere condotto la loro prima missione umanitaria nella città di Raqqa, ex roccaforte del gruppo dello Stato islamico in Siria (liberata dai curdo-siriani del Ypg) ed hanno messo in evidenza i rischi per i civili che intendono tornare in città.
Raqqa - ha spiegato Jan Egeland, capo della task force delle Nazioni Unite umanitari per la Siria - è piena di esplosivi. "Le case sono piene di bombe (e) granate, i bambini vengono ancora mutilati e uccisi", ha detto, dopo aver ricevuto il rapporto della missione.
Circa 100.000 persone sono tornate a Raqqa da quando il gruppo dello Stato Islamico è stato espulso dalla città a seguito dell'intervento della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. Secondo Egeland, altre centomila persone sono vicine alla città e vorrebbero tornare.
Oltre agli ordigni, i residenti devono fare i conti con una quasi totale mancanza di servizi di base come l'accesso all'acqua, all'elettricità e alle cure mediche. "È incredibile avere una città di circa 100.000 persone e nessun servizio pubblico", ha affermato il funzionario delle Nazioni Unite. "Non esiste una vera polizia o uno stato di diritto", ha insistito.