Yousef e Amina avevano 16 e 5 giorni: vittime della guerra di Erdogan contro Afrin

Le loro famiglie erano fuggiti dopo i bombardamenti sono stati uccisi da freddo e stenti. La Mezzaluna Rossa curda non aveva gli strumenti per salvarli

I due neonati curdi morti dopo la fuga delle famiglie da Afrin

I due neonati curdi morti dopo la fuga delle famiglie da Afrin

globalist 13 aprile 2018

Lui si chiamava Hamreen Yousef, e aveva solo 16 giorni, lei si chiamava Amina Nour e di giorni ne aveva appena 5.
Due piccoli nati da famiglie originare del Midyan Akbas nel cantone di Afrin.
Ora le famiglie vivono nel distretto di al Shahba dopo aver lasciato Afrin a causa dei bombardamenti. Qui i due neonati hanno vissuto i pochi giorni di vita in condizioni inumane e sono stati stroncati da una fortissima bronchite che non ha consentito loro di respirare.
Per essere salvati avrebbero dovuto essere trattati con un macchinario medico che li aiutasse a respirare. Ma la Mezzaluna Rossa curda non l’aveva. 
Il responsabile della Mezzaluna Rossa curda, Rim Qarmo, ha detto che i medici hanno fatto tutto ciò che era in loro potere per salvare i due bambini. Ma in mancanza degli strumenti medici necessari non è stato possibile fare nulla.
Così è stato lanciato un appello alle organizzazioni internazionali e alle organizzazioni umanitarie perché si rompesse il silenzio verso le sofferenze della popolazione di Afrin fuggiti nella provincia di Shahba. In particolare i bambini, più indifesi.
Tra gli sfollati di Afrin ci sono centinaia di bambini bisognosi di cure mediche, tra cui Akram, 19 giorni, che soffre di iuna forte nfiammazione ai polmoni e ha difficoltà respiratorie.
La Mezzaluna rossa curda sta lottando con i suoi modesti mezzi per aiutare la gente. Ma non basta. E pensare che con il costo di un solo missile tutti gli sfollati di Afrin potrebbero essere assistiti e salvati dalla morte