Corsa al gelato con l'ondata di caldo: le vendite aumentano del 30%

L'Italia, con i suoi 595 milioni di litri, è il primo produttore dell'Unione Europea. Segue la Germania

Gelati

Gelati

globalist 29 aprile 2018

La raccomandazione è sempre la stessa: attenti a non esagerare altrimenti la pancia si farà sentire.
Ma intanto con il grande caldo fuori stagione i consumi di gelato fanno registrare un balzo del 30% nell'ultima settimana, rispetto a quella precedente. E' quanto stima la Coldiretti in riferimento all'impatto sugli acquisti provocato dal forte innalzamento delle temperature con il boom di coni e coppette in Italia che, con i suoi 595 milioni di litri, è il primo produttore dell'Unione Europea. Un successo - sottolinea la Coldiretti - dovuto anche al consumo come pasto alternativo per gli italiani.
Ad essere preferito è di gran lunga il gelato artigianale nei gusti storici anche se - sottolinea la Coldiretti - cresce la tendenza nelle diverse gelaterie ad offrire "specialità della casa" che incontrano le attese dei diverse target di consumatori, tradizionale, esterofilo, naturalista, dietetico o a chilometri zero come i gelati con frutta e verdura locali ma anche con formaggi Dop o grandi vini. Gli italiani ne consumano oltre 6 chili all'anno pro capite, soprattutto nei 40mila laboratori artigianali che utilizzano materie prime fresche che arrivano dal territorio. Tutto il comparto - precisa la Coldiretti - utilizza ogni anno 220mila tonnellate di latte, 64mila di zuccheri, 21mila di frutta fresca e 29mila di altre materie prime e va per questo sottolineata - rileva la Coldiretti - l'importanza della frutta e del latte freschi italiani nella preparazione del vero gelato dove purtroppo rischiano di prevalere surrogati di bassa qualità. Boom delle agrigelaterie, che garantiscono la provenienza della materia prima dalla stalla alla coppetta con gusti che vanno dal latte di asina a quello di capra fino alla bufala.
L'Italia con circa 1/5 (19%) del totale Ue ha conquistato la vetta del gelato a livello europeo grazie al sorpasso nei confronti della Germania che lo ha detenuto per oltre 20 anni ma che - precisa la Coldiretti - adesso è ferma a 515 milioni di litri (16%) seguita dalla Francia a 454 milioni (14%).