Rai, quando lo zainetto facile (e costoso) uccide le notizie

Il congegno permette di fare le dirette televisive con grande mobilità con una semplice scheda sim telefonica. Il suo abuso ha fatto sforare tutti i budget

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globalist 26 maggio 2018

di Adelmina Meyer


Un amico, che è insieme grande operatore e gran giornalista con una buona dose di sensibilità fotografica, ebbe a dirmi che "lo zainetto uccide le notizie". Per i profani, lo zainetto in questione non è quello dei bambini a scuola ma l'apparato che permette di fare le dirette televisive con grande mobilità con una semplice scheda sim telefonica. Una bella conquista, un po' abusata. Con tutte le incognite e le difficoltà di una sim telefonica quando si trasmette da una situazione con un alto concentrato di collegamenti telefonici. Per questo vi capita di imbattervi in un collegamento televisivo travagliato o con una immagine "strappata". Ma se c''è la notizia, va bene lo stesso. Meno se la notizia alla fine risulta vittima dell'abuso.
Ho pensato alla definizione del mio amico guardando in tv un collegamento che definirei "gratuito" perché inutile, "abusivo" perché bizzarro, fuori luogo, e con l'aggravante della  pretesa di essere un'idea. Il buon vecchio Di Pietro avrebbe esclamato: "Che c'azzecca?".
Ho ricordato il giudizio saggio del mio amico guardando Rainews24 che per raccontarci di quel pazzo di Angelo Izzo che ha svelato d'aver massacrato una povera ragazza friulana, nel '75, dopo averla portata, in compagnia di una demente e fascista banda di amici, dal Friuli sul lago Trasimeno, corre a  posizionarsi, con uno zainetto appunto, davanti al carcere di Velletri. Perchè Velletri? Perchè a Velletri, in una cella c'è quel matto scatenato di Angelo Izzo, uno dei massacratori del Circeo. Sì, ma perchè Velletri, considerato che era improbabile che Izzo potesse scendere in strada per farsi intervistare dal giornalista dell'all news con zainetto? Caso vuole che il giornalista di Velletri fosse lo stesso che giorni addietro, con zainetto, dai piedi di uno dei piloni del ponte di Chieti dal quale si è buttato l'uomo che aveva soppresso prima la moglie, quindi la figlia, ci ha raccontato per filo e per segno ( soprattutto per segno ) dove si era sfracellato l'uomo e dove si era sfracellata la piccola. Dettagliatamente. Con zainetto.
Riepilogo questo per passare a un problema serio che attiene ad uno dei costi del servizio pubblico. La cronaca così affrontata e la politica in dosi massicce, con dirette da piazza del Quirinale a notte fonda, quando Mattarella, in pigiama, riposa, a letto, dopo giornate pesantissime, sono cose che comprendono costi molto alti se ci si affida- anche gratuitamente - allo zainetto. Che è apparato che si prende in appalto, da ditte esterne, nate e cresciute apposta per assicurare zainetti al servizio pubblico. Più zainetti, più soldi In entrata per le ditte private, più soldi in uscita dalle casse del servizio pubblico. Ci sono ditte nate apposta per assicurarsi questi appalti. Il più delle volte i titolari sono ex Rai. Si parla di 30mila euro al giorno di appalti esterni solo per l'affitto di zainetti. Decine e decine le richieste quotidiane, senza discernere sull'opportunità. Soldi in fuga - anche gratuitamente - a scapito di ragionate trasferte, magari con operatori interni ora applicati soprattutto alla routine. In verità, il capitale professionale degli operatori, con il tempo ma inesorabilmente e irresponsabilmente, è stato smantellato. Tutto - o quasi - si affida in esterno, in appalto, gettando nel cestino dei rifiuti una grande tradizione. Risultato? Tutte le testate avrebbero sfondato il tetto di spesa a favore degli esterni. Risultato? Spesi tanti soldi ( anche inutilmente e a sproposito ), si stringe la cinghia per altro, anche se più significativo e qualificante. Il risultato - di segno negativo - non riguarda solo l'aspetto economico, a farsi fottere è la qualità, non solo del racconto. Smarrita. Si procede così, uccidendo le news, come diceva il mio amico.