Zainetti Rai: l'emergenza diventata regola costa 1 milione e mezzo al mese

Lo strumento serve a garantire le dirette utilizzando uan carta Sim: l'uso di moltiplicare la spesa per tre o per quattro è una vecchia abitudine della Rai

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globalist 12 giugno 2018

Una sessantina di zainetti in appalto al giorno, con una spesa giornaliera attorno ai 50mila euro, un milione e mezzo al mese. La moltiplicazione della spesa di un mese per 12 la lasciamo a voi. Non male come numeri. E i numeri sono quelli dei Tg Rai, solo dei Tg, senza mettere nel conto le trasmissioni di Rete. I tetti di spesa in queste condizioni appaiono come quelli in balia di un tornado. Ormai, la parola d'ordine è "Prendiamo lo zainetto!, aggiungendo "Prendiamone uno tutto per noi, meglio". Perché mai e poi mai dividere uno zainetto tra diverse testate. L'uso di moltiplicare la spesa per tre o per quattro è una vecchia abitudine della Rai, fin dai tempi delle tradizionali troupe. Abitudine che qualcuno di tanto in tanto ha segnalato, e qualcun altro ha provato a interrompere. Ma, forzando l'esempio, è come la logica che domina in America per il mercato delle armi. Vince l'interesse di chi vuole che si compri. Capitolo a parte, l'identità delle società in questione. 
Per ricordare quanto abbiamo avuto modo di dire, lo zainetto non è quello dei bambini, per la scuola, ma una attrezzatura leggera che permette di riprendere e trasmettere utilizzando una carta Sim, quella telefonica. Cosa buona, senza abusi. Lo zainetto fra l'altro comporta anche rischi nella ricezione e sulla qualità della trasmissione audio e video. Qualche rischio val la pena di affrontarlo se lo zainetto venisse usato, come sarebbe giusto, in situazioni di movimento e di emergenza. Ma ormai lo zainetto è regola fissa, utilizzata per la copertura di ogni esternazione politica, per collegamenti da questa e dall'altra piazza di un notturno italiano con radi taxi sullo sfondo; in location che "poco ci azzeccano". Sta di fatto che, così stando la richiesta, in Italia pare ci siano ormai più di 150 società alle quali si appoggia la Rai. Il servizio pubblico ha pochi zainetti di sua proprietà, ma...e poi ma. In tutto questo, la situazione politica che si è creata spinge ad un ulteriore incremento dell'uso degli zainetti in appalto. Se prima si doveva seguire Renzi, ora c'è Conte che comunque è presidente del Consiglio, poi c'è Salvini che è in perenne campagna elettorale e tracima ogni secondo, quindi c'è Di Maio che sulla carta è pure vice di Conte e di altra forza  politica, diversa da quella straripante di Salvini, Insomma, ci devono essere sempre tutti e tre. Magari gli altri…
Risultato: i Tg sono senza "racconto", raccolgono voci e sproloqui e li riversano nelle case e nelle teste degli italiani, tutto il resto può attendere. I direttori del resto hanno una sola preoccupazione, non farsi fregare da quello accanto che può risultare più veloce, presente e "affidabile". Magari i Tg ad inizio giornata si preparano come dovrebbero o quasi, poi incalzano le esigenze "politiche" e si sacrificano parecchi servizi, anche quelli chiesti e poi rimandati al mittente, sul territorio, da questa o quell'altra sede. E le redazioni regionali - sempre in un rapporto difficile con i tg nazionali - ne hanno fin qui...Nell'attesa, lo zainetto impazza e le società di appalto brindano.