Voto di scambio, arrestato deputato siciliano: ha stretti rapporti con il clan di Avola

Si tratta di Giuseppe Gennuso, centrodestra, al quarto mandato all'Assemblea regionale siciliana. In manette anche due presunti esponenti della cosca mafiosa

Giuseppe Gennuso

Giuseppe Gennuso

globalist 17 aprile 2018

Ancora un'inchiesta sulla compravendita di voti in Sicilia. I carabinieri hanno arrestato lunedì sera il parlamentare regionale siciliano Giuseppe Gennuso, 65 anni, della lista di centrodestra Popolari ed autonomisti, con l'accusa di voto di scambio politico mafioso.
Il provvedimento è del gip del tribunale di Catania su richiesta della Dda. Oltre a Gennuso sono stati arrestati anche due presunti affiliati a una cosca di Avola, uno ai domiciliari l'altro in carcere, tutti responsabili di voto di scambio politico mafioso in concorso, reato commesso in occasione delle ultime elezioni regionali siciliane.
Gennuso, imprenditore, al quarto mandato all'Assemblea regionale siciliana, secondo gli inquirenti della Dda di Catania ha stretto rapporti con il clan di Avola per assicurarsi i voti. Alle ultime elezioni aveva ottenuto nel collegio di Siracusa 6.567 preferenze.
Il quotidiano La Sicilia riporta che gli altri due indagati sarebbero Massimo Rubino, accusato di essere il procacciatore dei voti per conto dello stesso Gennuso, e Francesco Giamblanco, genero del boss di Avola Michele Crapula.
Il primo ad accendere i riflettori su un presunto voto di scambio riguardante Gennuso era stato il giornalista Paolo Borrometi su La Spia. L'ordine di arresto è stato notificato al politico poco prima delle 23 di lunedì, quando il parlamentare regionale è stato trasferito nella caserma del comando provinciale di Siracusa, forse per prevenire un possibile pericolo di fuga. Gennuso si trova ora ai domiciliari.