Trovato morto in hotel il re dei diamanti: l'ipotesi è suicidio

Claudio Giacobazzi, imprenditore 65enne, era coinvolto in uno scandalo su pietre preziose vendute a un prezzo superiore a quello reale a migliaia di famiglie

Caludio Giacobazzi

Caludio Giacobazzi

globalist 17 maggio 2018

Il re dei diamanti Claudio Giacobazzi è stato trovato morto lunedì pomeriggio sul letto di una stanza d'albergo, a poca distanza dal casello autostradale di Reggio Emilia, con il capo infilato in un sacchetto e stretto al collo da un semplice elastico. Nella stanza, ora sotto sequestro, è stato trovato un biglietto d'addio.
Una tragica fine per l'imprenditore reggiano, 65enne, da trent'anni a capo della Intermarket Diamond Business spa (Idb) di Milano, azienda specializzata nella vendita di diamanti e pietre preziose per investimenti attraverso le banche. Un'azienda che tra il 2011 e il 2016 ha generato 120 milioni di utili.
Un successo finito improvvisamente nel 2016 al centro dello scandalo dei diamanti venduti dalle banche a migliaia di risparmiatori, che ha portato alla ribalta Giacobazzi.
Sulle cause della morte la procura di Reggio Emilia ha aperto un'inchiesta per istigazione al suicidio. Giacobazzi aveva un sacchetto di plastica intorno alla testa. Nessun segno di violenza, solo una lettera di commiato che avvalora le tesi del gesto volontario. La procura ha disposto un'autopsia per poter accertare le cause della morte e dissipare così ogni dubbio.
Residente a Vezzano sul Crostolo nel Reggiano, era finito al centro di inchieste sulla vendita di diamanti ad un prezzo superiore a quello reale ed era indagato dalla procura di Milano, come hanno confermato i legali della sua famiglia: "le vicende giudiziarie lo avevano molto provato, perché si diceva innocente".
Le pietre preziose, secondo le accuse, sarebbero state vendute da Giacobazzi a un prezzo superiore a quello reale a migliaia di famiglie, soprattutto tra Reggio Emilia e Modena. Le presunte vittime si sono rivolte alle associazioni dei consumatori per fare causa e riavere i loro soldi. Nei mesi scorsi era arrivata una sanzione complessiva da 15 milioni di euro alla società amministrata da Giacobazzi.