Addio a Luciana Alpi, morta senza sapere la verità sull'assassinio di Ilaria e Miran

Per anni si era battuta perché l'assassinio della figlia e quella di Miran Hrovatin. Negli ultimi giorni si era battuta per impedire l'archiviazione del caso

Luciana Alpi

Luciana Alpi

globalist 12 giugno 2018

Aveva combattuto per la verità e la giustizia fino a pochi giorni fa quando chiedeva che le indagini non fossero archiviate.
E' morta Luciana Alpi, madre di Ilaria Alpi assassinata a Mogadiscio nel 1994 insieme al suo cineoperatore Miran Hrovatin.
Come hanno scritto i colleghi di Ilaria e Miran, Luciana se ne è andata portandosi un peso nel cuore, quello di non essere riuscita a sapere la verità sulla morte di sua figlia.
Solo poco tempo fa, Luciana aveva avuto parole di comprensione per Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni, alla quale aveva augurato di non dover aspettare, come accaduto a lei, 24 anni senza mai poter conoscere la verità sulla morte del figlio. 
Il ricordo di Globalist


Questo articolo è stato scritto il 18 marzo del 2017 dopo che Luciana Alpi, la mamma di Ilaria, aveva detto di voler smettere di frequentare uffici giudiziari e promuovere nuove iniziative visto che tutti i tentativi di scoprire la verità sull'omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin erano finiti den nulla


C'è un Paese intero che da più di 20 anni chiede la verità. Una verità che si è fatto di tutto per nascondere. Forse divulgarla ci avrebbe indignato troppo, avrebbe schifato anche un Paese come il nostro che conosce molto bene cosa sia il pelo nello stomaco e che convive senza farsi troppe domande con i misteri della storia. 


Sono trascorsi ormai 23 anni da quel 20 marzo 1994, giorno in cui Ilaria Alpi, giovane giornalista, inviata del Tg3, è stata uccisa in Somalia. Ieri dopo un dolore che non fa a spiegare, mamma Luciana Alpi - la mamma di tutti i figli d'Italia che non hanno avuto giustizia- dopo aver subito anche l'"umiliazione di formali ossequi" ha preso una difficile decisione: gettare la spugna.


Ma attenzione: non si è arresa. Il suo è un altro modo di combattere. Continuare a difendere il nome di una figlia che in tanti nelle istituzioni hanno fatto finta di piangere in questi due lunghissimi decenni. Il suo è stato l'ergastolo del dolore, quello che tocca a tutti i genitori che hanno avuto la condanna di dover seppellire i propri figli, ma questa donna -personificazione della dignità di una fetta del Paese- non ha avuto la consolazione neppure di sapere che i responsabili (quelli veri) sono stati assicurati alla giustizia. Dolore doppio.


"Ho deciso di astenermi d'ora in avanti dal frequentare uffici giudiziari e dal promuovere nuove iniziative. Non verrà però meno la mia vigilanza contro ogni altro tentativo di occultamento", ha detto la signora Luciana.
"Con il cuore pieno di amarezza, come cittadina e come madre - ha aggiunto Luciana Alpi - ho dovuto assistere alla prova di incapacità data, senza vergogna, per ben ventitré anni dalla Giustizia italiana e dai suoi responsabili, davanti alla spietata esecuzione di mia figlia Ilaria e del suo collega Miran Hrovatin. Non posso tollerare ulteriormente il tormento di un'attesa che non mi è consentita né dall'età né dalla salute".


Viene da pensare a quelle due parole, due pietre, di Pasolini che calzano a pennello in questa vicenda torbida: Io so. Noi sappiamo chi sono i mandanti dell'assassinio di Ilaria Alpi, anche se continueranno a nasconderli. 


Grazie Luciana Alpi: madre di dignità e coraggio di tutti gli italiani di buona volontà. 


Il mio ultimo pensiero va Giulio Regeni, spero che mamma Paola non debba passare lo stesso inferno. L'inferno di un silenzio imposto.