Le rocce primitive raccontano la storia della Terra

Uno studio dell’Università dell’Oregon ha analizzato un particolare tipo di roccia friabile e con tendenza a sfaldarsi in grado di evidenziare i mutamenti della Terra miliardi di anni fa

La Terra prima e dopo la catastrofe dell'ossigeno

La Terra prima e dopo la catastrofe dell'ossigeno

Fulvia Croci 23 maggio 2018Globalscience

Le firme chimiche rilevate in alcuni campioni di scisto un tipo di roccia particolarmente friabile, evidenziano una rapida crescita dei livelli degli oceani: un evento che ha probabilmente innescato una serie di cambiamenti drammatici nel clima e nella vita sulla Terra circa 2,4 miliardi di anni fa. Lo studio, condotto da un team di scienziati dell’Università dell’Oregon e pubblicato sulla rivista Nature, ha interessato 278 campioni di roccia provenienti da tutto il mondo che coprono circa 3,7 miliardi di anni di storia del nostro pianeta. Nel dettaglio sono stati analizzati tre isotopi di ossigeno tra cui uno molto raro ma stabile, l’ossigeno 17. Grazie a queste analisi approfondite i ricercatori sono riusciti a stabilire in che periodo la nuova crosta terrestre è stata esposta agli agenti atmosferici. L'emersione delle nuove terre – secondo quanto si legge nello studio – sarebbe avvenuta improvvisamente, in parallelo con i cambiamenti su larga scala nella dinamica del mantello terrestre. 


Le variazioni isotopiche registrate nei campioni di scisto risalenti a quel periodo, coincidono anche con i tempi ipotizzati delle collisioni terrestri che hanno formato il primo supercontinente terrestre. «La crosta deve essere spessa per rimanere fuori dall'acqua - ha detto Ilya Bindeman, autrice principale dello studio – e lo spessore dipende dalla sua quantità, dalla regolazione termica e dalla viscosità del mantello. Quando la Terra era calda e il mantello era morbido, non potevano formarsi montagne alte. I nostri dati indicano che questa situazione è cambiata notevolmente circa 2,4 miliardi di anni fa e il mantello di nuova formazione è stato in grado di sostenere vaste distese di terra sopra il livello degli oceani». Lo studio ha rilevato un cambiamento graduale nei tripli isotopi di ossigeno in quel lasso temporale.


La tempistica evidenziata dagli scienziati coincide con la transizione dall’Archeano, quando le semplici forme di vita procariota prosperavano nelle acque terrestri per poi passare all’ultimo eone del periodo Precambriano, il Proterozoico, caratterizzato dalla prima abbondanza di forme di vita complesse sul nostro pianeta. L’esposizione della terra appena formata agli agenti atmosferici, potrebbe aver innescato un flusso di gas serra come l'anidride carbonica, che avrebbe sconvolto l’equilibrio radiativo della Terra, generando una serie di glaciazioni tra 2,4 e 2,2 miliardi di anni fa. Questo cambiamento potrebbe aver dato origine alla catastrofe dell’ossigeno: la grande estinzione di massa delle primitive forme di vita anaerobica della Terra causata dall'accumulo di letale ossigeno nell'atmosfera terrestre. Gli scisti vengono modellati dagli agenti atmosferici registrandone ogni piccolo cambiamento, raccontando miliardi di anni dopo, i cambiamenti che hanno portato la Terra ad essere come la vediamo oggi.