Cuperlo: "il renzismo è sconfitto, adesso serve una svolta"

Il leader della minoranza Pd: "non chiedo epurazioni ma di cambiare una linea perdente"

Gianni Cuperlo

Gianni Cuperlo

globalist 13 marzo 2018

Dopo il voto del 4 marzo il renzismo come idea del futuro del paese è sconfitto e finito, il ritorno alle urne sarebbe un errore drammatico mentre potrebbe nascere un governo di scopo composto da tutte le forze politiche su iniziativa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Lo ha detto Gianni Cuperlo, esponente della minoranza Pd, all'indomani della direzione che ha nominato Maurizio Martina reggente del partito fino all'assemblea di aprile che eleggerà il nuovo segretario dopo le dimissioni di Matteo Renzi.
"Renzi - ha detto Cuperlo a Radio Capital - è un uomo giovane, è un senatore, di certo non si ritirerà a vita privata. Il renzismo secondo me invece è sconfitto. Non per il cattivo carattere dell'ex segretario o una riforma riuscita male. È un'idea del futuro del Paese che per un periodo ha funzionato. Ma il risultato del 4 marzo, anticipato dall'esito del referendum del 4 dicembre, ha sancito che quel progetto è fallito nel rapporto con una parte grande della società italiana".
"Non fa parte della mia cultura - ha aggiunto Cuperlo - chiedere epurazioni: io chiedo una riflessione e una svolta. In questi anni, quello che è stato chiamato il 'renzismo', la combinazione della personalità e della politica di Renzi e del suo gruppo dirigente, è stato un disegno forte, che per una fase è prevalso, dentro e fuori il Pd. Ma il voto ha sancito in modo evidente la sua sconfitta. E sta qui il limite fondamentale delle dichiarazioni di Renzi in questi giorni: nel rimuovere ancora una volta la realtà per come si è manifestata. Le sue dimissioni sono un atto di responsabilità, ma il tema è cambiare una linea che si è rivelata perdente".
Sulla formazione del nuovo governo Cuperlo ha sottolineato che difficilmente Lega e M5s potranno arrivare a un accordo "perché Salvini con il suo 17% dovrebbe fare la stampella di un governo Di Maio al 32%?". Tuttavia il rischio più grande è "che arrivino a un accordo politico per cambiare la legge elettorale, avrebbero in numeri per farlo. E se uno del Pd si alzasse e dicesse 'non si fa, non si cambiano le regole a maggioranza' la risposta l'avete presente? Eviterei di arrivare a quel traguardo, sarebbe un danno serissimo per la nostra parte".
L'esponente della minoranza Pd non esclude l'ipotesi di un governo di scopo: "Tornare alle urne per noi sarebbe un errore drammatico, anche per il paese. L'ipotesi e l'eventualità - ha concluso Cuperlo - che ci sia una iniziativa del capo dello Stato rivolta a tutte le forze politiche per dar vita a un governo di scopo, con pochi obiettivi come la legge elettorale, io questo scenario lo vedo".