Dopo due anni da sindaco, la Raggi rassicura: Roma non è un inferno (ma lo sembra)

Il Campidoglio spiega perché Roma "non è un inferno", punta il dito contro le precedenti amministrazioni e ringrazia ironicamente i media per aver creato una "coscienza civica nella Capitale"

Virginia Raggi

Virginia Raggi

globalist 1 giugno 2018

“Non chiedo sconti ma pretendo coraggio da parte di tutti coloro che hanno l’immenso potere di raccontare: possibile che non ci sia mai nulla di positivo su cui scrivere?”. Il Sindaco di Roma, Virginia Raggi, ha deciso di rispondere alla lettera aperta pubblicata sul Fatto Quotidiano, a firma Antonio Padellaro.


Una lettera in cui il giornalista manifestava apertamente le sue preoccupazioni per una città in grande difficoltà e con un Sindaco incapace di reagire, vittima di una “atarassia” (termine greco che descrive una sorta di imperturbabilità di fronte alle vicende che accadono) che rischiava di condannarla all’incurabilità perenne.


Il pezzo di Padellaro è stato pubblicato dopo che la sindaca era stata ospite del salotto televisivo di Corrado Formigli, su La7, per difendere la città di Roma che “non è perfetta ma neanche l’inferno come si vuol far credere”. Il giornalista del Fatto aveva sottolineato come l’atteggiamento della Raggi, con i suoi sorrisi, comunicasse quasi indifferenza.



Tutti i giorni vivo sulla mia pelle quanto descritto da lei e soffro. Lei dice che sorrido, come fossi indifferente. Si sbaglia, si sbaglia di grosso. I problemi di Roma li sento talmente miei che non passa ora del giorno e della notte che non impegni per trovare soluzioni. Il mio è un sorriso di non rassegnazione e di sfida. Io non mi arrendo ma reagisco.



Per la Raggi, la giunta capitolina a 5 stelle deve fare i conti con le amministrazioni passate e con l’eredità che ha ricevuto. Quelli che chiama, con una certa dose di ironia, “i capaci”.



Le fornisco un dato. Quelli che ci hanno preceduto hanno scavato un buco da 13 miliardi che paga anche lei ogni giorno con la mancanza di servizi al cittadino. Penso a un autobus che ritarda, agli asili che non sono costruiti, ai mezzi pubblici vecchi di 18 anni. Mi spiego meglio. I “capaci” andavano al ristorante, invitavano addirittura i loro amici a sbafo e al momento del conto dicevano: paga quello che viene dopo”.



La Sindaca aggiunge di non voler ascoltare la “filastrocca” di chi dice che è controproducente dare la colpa a qualcun altro e, per sostenere la sua tesi, fa l’esempio della Nuvola.



Se credono di di ridurmi al silenzio con la filastrocca che non devo parlare del passato, si sbagliano. Non faccio sconti a nessuno. Quando sono andata all’inaugurazione della Nuvola all’Eur volevano che sorvolassi sugli oltre 400 milioni spesi per realizzarla. Invece ho detto quello che tutti i romani pensavano: un’opera con costi ingiustificabili. I “capaci” non la presero bene e mi fischiarono. Qualche mese dopo la Corte dei Conti mi ha dato ragione”.



Ultima frecciata ai “capaci” è su uno dei problemi che maggiormente assilla la Capitale: le strade, le buche, l’asfalto. Con l’ultimo episodio, quello del Giro d’Italia, che ha contribuito ad alimentare le polemiche.



Per rimediare alla mancanza di manutenzione degli ultimi decenni sono necessari almeno 250 milioni di euro all’anno per i prossimi cinque anni. A bilancio noi ne abbiamo 30 ogni anno perché il Comune di Roma può permettersi solo questo per colpa dei “capaci” di prima.



I soldi non ci sono, insomma, e questa è la realtà che la Raggi “prova a raccontare ogni giorno in tv”. Dopo essersi tolta qualche sassolino dalla scarpa, poi, passa a enunciare ciò che la sua amministrazione ha fatto per Roma



Abbiamo invertito la rotta riducendo di 200 milioni il debito. Abbiamo chiuso due bilanci senza creare nuovi buchi. Significa che i nostri figli non dovranno pagare al posto nostro.



Poi, però c’è la questione dei bus in fiamme…



Faccio parlare ancora i numeri. Abbiamo ereditato un’azienda, l’Atac, reduce dallo scandalo di parentopoli e con un 1 miliardo e 300 milioni di debiti. Appena arrivato abbiamo trovato 900 bus marcianti su 2000. Pezzi di ricambio paga il doppio del prezzo di mercato. Abbiamo licenziato gli assunti di parentopoli, rimesso ordine nell’acquisto dei pezzi, abbiamo sbloccato l’acquisto di 150 autobus nuovi e ne abbiamo acquistati altri 15 con i fondi del giubileo. Abbiamo messo in strada 45 filobus nuovi che giacevano in un deposito. Abbiamo stanziato 167 milioni per l’acquisto di altri 600.



Secondo la Sindaca per cambiare il sistema ci vogliono anni e non solo pochi mesi. La città, sotto la sua gestione si sarebbe messa in moto per uscire dalla crisi che ha attraversato negli ultimi decenni.



Lei scrive che “Roma pare incurabile”. Non lo è. Roma sta ripartendo. Da quando mi sono insediata ho subito attacchi mediatici incredibili ma, anche in questo, ho cercato di trovare un aspetto positivo: non si è mai parlato così tanto di Roma e dei suoi problemi. Così facendo si è creata una coscienza civica che alla mia città mancava”.