"L'Isis non esiste", complotti e gaffe infelici: ecco le citazioni famose dei sottosegretari

La classifica dei gaffeur più frequenti tra i 45 nuovi sottosegretari e viceministri. Sul podio Di Stefano, Sibilia e Crimi (M5S)

Vito Crimi

Vito Crimi

globalist 13 giugno 2018

Refusi, citazioni sbagliate, tanti "non so, non ricordo" e persino slogan fascisti: sono parecchie le gaffe accumulate in passato dai sottosegretari al governo del Movimento 5 Stelle nominati ieri. 


Dai proclami di lotta, alla prova del governo del Paese. «IL TERRORISMO ISLAMICO NON ESISTE». Lo aveva scritto su Facebook e tutto in maiuscolo, forse per non lasciare dubbi sulla veridicità di tale affermazione, Manlio Di Stefano (M5S), al quale è stata assegnata la delicata delega di sottosegretario agli Esteri. In cima alla classifica degli scivoloni dei nuovi 45 tra viceministri e sottosegretari c’è probabilmente Di Stefano, che definiva «arrogante» l’Occidente e sosteneva che «per capire l’Isis serve rispetto»



Troviamo poi Carlo Sibilia, famoso per le sue teorie complottiste secondo cui lo sbarco sulla luna sarebbe un falso: Sibilia, nuovo sottosegretario all’Interno, nel 2012 propose  di fare una legge "per i matrimoni omosessuali, di gruppo e tra specie diverse". Noto il suo atteggiamento complottista anche sul fronte vaccini: "Chissà quanti Rolex ha ricevuto il ministro Lorenzin?" e "I vaccini sono un Tso per i nostri bambini".



La vice ministra dell'Economia, già esponente della commissione parlamentare al Bilancio Laura Castelli, interrogata da una giornalista in tv sulla questione del referendum per l'uscita dall'euro diceva: "Cosa sceglierei tra il sì e il no? Non si dice cosa si vota". 



Vito Crimi, nuovo sottosegretario all’Editoria, uscito dalle consultazioni con il presidente della repubblica Giorgio Napolitano nel 2013, disse: "Grillo lo ha tenuto sveglio". Poi tentò di aggiustare la mira, salvo poi addormentarsi lui stesso in Senato, sotto gli occhi impietosi di colleghi, telecamere e macchine fotografiche.



C’è infine Angelo Tofalo, sottosegretario alla Difesa, che pochi mesi fa andò in trasfert a Istambul con una persona accusata di smerciare armi. Tofalo poi è divenuto celebre per una sua citazione fascista: "Boia chi molla".



Alessio Villarosa, sempre M5S, è il nuovo sottosegretario dell’Economia, che però sembra stentare sulle basi: «La Bossi-Fini? Non conosco tutti i temi del mondo», rispose intervistato davanti alle telecamere.



C’è invece Maurizio Santangelo, al quale andrà la delega per i Rapporti con il Parlamento, che suggeriva una soluzione soft: «Con un po’ di impegno l’Etna risolverebbe tanti problemi dell’Italia», twittava.