Nasa, trattative in corso per il futuro della Iss

L’agenzia spaziale americana sta valutando la possibilità di estendere la presenza di astronauti Usa sulla Stazione per compensare eventuali ritardi nello sviluppo del Commercial Crew Program

La Stazione Spaziale Internazionale

La Stazione Spaziale Internazionale

Fulvia Croci 16 aprile 2018Globalscience

La Nasa sta discutendo con Roscosmos la possibilità di prolungare la presenza americana sulla Stazione Spaziale Internazionale per poter avere più tempo da dedicare allo sviluppo delle navette di tipo commerciale. Lo scorso 12 aprile, Robert Lightfoot, numero uno della Nasa, ha preso parte a un’udienza della sottocommissione della House of Appropriations Committee e ha affermato che  estendere la presenza degli astronauti americani sulla Iss potrebbe essere la soluzione ideale da mettere in atto in caso di ulteriori ritardi da parte di Boeing e SpaceX, le due compagnie selezionate nell’ambito Commercial Crew Program. 'Stiamo lavorando con i nostri partner russi – ha detto Lightfoot – e stiamo esaminando le opzioni a nostra disposizione per far sì che le attività sulla Iss  procedano senza creare vuoti’. Nel dettaglio, nei piani della Nasa, non c’è l’intenzione di firmare un nuovo accordo con la Russia per l’acquisto di ulteriori passaggi per gli astronauti americani con la Soyuz. In questo caso, una volta esclusa la navetta russa, all’agenzia americana resterebbero solo sei mesi di margine e nella peggiore delle ipotesi, se SpaceX e Boeing non riuscissero a completare i loro veicoli in tempo (entro la metà del 2019) gli astronauti americani sarebbero esclusi dalla Stazione Spaziale. 


Lo scorso 5 aprile la Nasa aveva annunciato di aver aggiornato il contratto stipulato con Boeing per lo sviluppo del veicolo Cts-100 Starliner. Le modifiche includono l’aggiunta di un terzo astronauta e l’estensione del periodo di permanenza della navetta sulla Iss da due settimane a sei mesi: un ulteriore escamotage per mitigare gli effetti di eventuali ritardi nello sviluppo. Lightfoot ha anche fornito alcuni dettagli sullo stato dell'arte dello  Space Launch System (Sls) visto l’aumento dei fondi  per l’anno in corso. Questa 'impennata' dei finanziamenti ha fornito al programma 350 milioni di dollari aggiuntivi per la costruzione di una seconda piattaforma di lancio mobile. Secondo il parere dei tecnici, questa struttura potrebbe accorciare la distanza tra il primo e il secondo lancio di Sls.


La seconda piattaforma, potrebbe essere utilizzata anche per il lancio della missione Europa Clipper entro il 2022, anche se la proposta di bilancio per il 2019 prevede la partenza della sonda nel 2025 con il vettore Atlas V. Durante l’udienza, alcuni membri della sottocommissione hanno ribadito l’importanza del Wide-Field Infrared Survey Telescope (Wfirst), che non ha ricevuto i fondi necessari al suo compimento nella proposta di bilancio del 2019. Lightfoot ha affermato che in caso di annullamento definitivo, la Nasa elaborerebbe un piano per sfruttare al meglio la tecnologia sviluppata per il telescopio sfruttandola per future missioni. Il prossimo 9 maggio, Lightfoot si troverà di nuovo dinanzi alla medesima commissione per parlare del futuro di Wfirst e del Webb Telescope, il cui lancio ha recentemente subito uno slittamento a maggio 2020, a causa dei danni ai propulsori e allo scudo termico.