Dopo il bombardamento Macron e Trump litigano sul futuro della Siria

Torna invece ad esplodere il caso Comey, dopo che l'ex direttore dell'Fbi licenziato da Trump nel 2017 ha rilasciato una lunga intervista alla Abc definendo il presidente "moralmente inadeguato"

Trump e Macron

Trump e Macron

globalist 16 aprile 2018

Dopo l'attacco missilistico in Siria, si aprono le prime crepe nell'alleanza fra il presidente statunitense Trump ed il capo dello Stato francese Macron, dopo una lunga intervista di quest'ultimo in Tv alla quale ha replicato - smentendone alcune affermazioni - l'inquilino della Casa Bianca. 


Il presidente francese ha infatti rivelato anche di aver convinto il presidente Usa, Donald Trump, a restare a lungo in Siria: "Dieci giorni fa - ha detto Macronnell'intervista in diretta a BFM TV - il presidente Trump ha detto che gli Stati Uniti intendevano disimpegnarsi dalla Siria". "Noi - ha spiegato - l'abbiamo convinto che era necessario rimanere a lungo. L'abbiamo anche convinto che bisognava limitare gli attacchi con armi chimiche, mentre c'era un'escalation tramite una serie di tweet che non vi saranno sfuggiti...". Per quanto riguarda i bombardamenti di venerdì notte, il presidente francese ha anche specificato che sono stati una risposta al presunto attacco chimico del 7 aprile a Douma, non una dichiarazione di guerra al regime di Damasco: "Non abbiamo dichiarato guerra al regime di Bashar al-Assad".


Ma arriva la smentita "La missione Usa non è cambiata, il presidente ha chiaro il fatto che vuole le forze Usa a casa il più presto possibile". Così con una dichiarazione dalla portavoce Sarah Sanders, la Casa Bianca ha confermato l'intenzione di un ritiro rapido dalla Siria. Parole che suonano come una secca replica al presidente francese Emmanuel Macron che, in un'intervista trasmessa ieri sera dalla tv francese Bfmtv, ha detto di aver convinto Donald Trump che "dieci giorni fa diceva che gli Stati Uniti dovevano ritirarsi dalla Siria", "che è necessario rimanere".



Nelle stesse ore è tornato a parlare l'ex numero uno dell'Fbi, James Comey, per la prima volta in tv da quando e' stato licenziato dal tycoon, nel maggio del 2017.Donald Trump è "moralmente inadeguato per fare il presidente degli Stati Uniti" e costituisce "un pericolo" per il Paese perchè non ne incarna i valori fondanti e perchè è ricattabile da parte della Russia, ha dichiarato Comey in una attesissima intervista alla Abc rilasciata per promuovere il suo libro di memorie.


Comey ha sferrato uno degli attacchi più duri che si ricordino verso un presidente in carica. Con un affondo anche sul fronte delle indagini condotte dal procuratore speciale Robert Mueller, quando ha parlato di ostruzione della giustizia da parte di Trump: "Certamente c'è qualche prova", ha affermato. E alla domanda se il riferimento sia a quando il tycoon chiese di porre fine alle indagini sull'ex consigliere alla sicurezza nazionale Michael Flynn, Comey ha risposto: "Può darsi".


"E' un momento pericoloso", ha sostenuto senza mezzi termini, tornando a paragonare Donald Trump a "una foresta in fiamme", oltre che a un boss della mafia: "Può fare enormi danni, può fare danni ai valori fondanti del nostro Paese come la verità". "E non può essere presidente degli Stati Uniti qualcuno che non riflette i nostri valori, quelli in cui credono repubblicani e democratici". Ha poi rincarato la dose definendo Trump "un bugiardo seriale" e uno che tratta le donne "come carne", e sostenendo che sia possibile che Mosca abbia in mano materiale che scotta per ricattare il presidente americano. 


Bashar al Assad è convinto che i missili occidentali contro la Siria non avranno altro effetto che "unire il Paese" sotto la sua leadership. Il presidente siriano se n'è detto convinto ricevendo oggi a Damasco una delegazione di politici russi. La presidenza siriana ha postato sul suo profilo Twitter una foto dell'incontro. A riferire le parole del rais è stato il parlamentare russo Dmitry Sablin. I russi hanno descritto Assad come assolutamente "positivo e di buon umore".