Fuggì dal Veneto per seguire il marito combattente dell'Isis: ora vuole tornare in Italia

Sonia Khedir, italo-tunisina, è ora in un campo di prigionieri, ad Ein Hissa: aveva tentato di fuggire dalla guerra

La combattente dello Stato Islamico

La combattente dello Stato Islamico

globalist 13 giugno 2018

Sono molte le donne infatuate dallo Stato Islamico che sono partite verso le terre del Califfato inseguendo un amore impossibile o intrise di fanatismo.
Per molte di loro, ora che l'Isis è stato sconfitto sul piano militare, sono cominciati i guai e con i guai i ripensamenti: partita da un paesino del trevigiano per Raqqa a 20 anni ed accusata di essersi affiliata all'Isis, ora Sonia Khediri, una italo-tunisina sposatasi in Siria e madre di due bambini, vorrebbe tornare in Italia, pentita della scelta di aver abbracciato il Califfato.
Intervistata dal 'Corriere del Veneto', Sonia, che oggi ha 21 anni, e ha perso da poco il marito - ucciso in combattimento - si trova attualmente in un campo di prigionia con altre donne.
La giovane ha chiesto di tornare a casa in Italia per riavere un'esistenza 'normale'. A Onè di Fonte (Treviso) si è fatta viva con i genitori di origine tunisina chiedendo il permesso di tornare. Era pronta a passare in Turchia dove il padre l'avrebbe portata in Italia, ma non è riuscita nel suo intento.
Sull'Isis dice di di aver capito di aver fatto una scelta sbagliata, entrando in un contesto di violenza e nel quale i principi che l'avevano affascinata si sono dimostrati tutt'altro rispetto a ciò che veniva predicato. Nel campo di Ein Hissa non vive assieme alle altre spose combattenti, circa un centinaio alloggiate poco distante, perché il suo pentimento, stando al racconto, è tale da non voler condividere più nulla con quel mondo.