Caro Presidente, in quelle foto mancano le giornaliste

Le donne sono circa metà della categoria, ma la rappresentazione nelle immagini del Quirinale racconta solo i vertici (quasi tutti maschili) dei giornali e degli Enti. Lettera aperta di GiULiA al Capo dello Stato

Foto ripresa da Quirinale.it

Foto ripresa da Quirinale.it

Redazione 26 luglio 2019Giulia
Caro Presidente Mattarella,

la nostra associazione, GiULiA giornaliste, è nata sotto il segno della Costituzione. Lo abbiamo scritto nel nostro “manifesto” fondativo: ci impegniamo “per la difesa della democrazia e della Costituzione, nata dalla Resistenza, dalla quale discendono le nostre libertà e i nostri diritti fondamentali di cittadine italiane". 

S
ignor Presidente noi, che abbiamo particolarmente cari l’art.21, che assicura e tutela la libertà di stampa, l’art.3, che garantisce la pari dignità di tutti i cittadini e le cittadine, l’art.37, che sostiene la parità sul lavoro, non solo abbiamo il rispetto che si deve alla Sua alta figura istituzionale, ma Le siamo profondamente riconoscenti per le tante volte in cui Lei è intervenuto a difesa di questi irrinunciabili principi. 

Grazie anche per le parole pronunciate in occasione della Cerimonia del Ventaglio, tradizionale appuntamento estivo con la stampa: “I giornalisti, per la professionalità e deontologia che caratterizza la loro funzione, devono agire con indipendenza e rigore nell'alimentare credibilità e fiducia nell'assolvimento del loro ruolo di servire i governati, e non i governanti”. È questo che vogliamo fare. 

Eppure, oggi ci rivolgiamo a Lei anche perché siamo rimaste colpite e turbate dalle immagini ufficiali della Cerimonia, dove si vedono solo uomini – l’eccezione è quasi conferma -, prime file di giacche e cravatte, tra cui spicca solo il sorriso di una collega. Ben sappiamo che in quelle immagini c’è la rappresentazione di una categoria che ai vertici annovera soprattutto uomini, sia alla direzione dei giornali che nei nostri Enti, ma non è la rappresentazione reale della nostra professione. Il giornalismo in Italia non è così: le giornaliste sono tante, tantissime, quasi la metà della categoria, esposte nelle indagini più complesse e pericolose, abbiamo tante colleghe di ingegno, di grande raffinatezza di pensiero. 

Caro Presidente, facciamo affidamento su di Lei per valorizzare l’apporto delle donne all’informazione: anche la rappresentazione data da una fotografia può aiutarci a frantumare finalmente quel “tetto di cristallo” che continua a gravare sulle donne italiane; anche un’immagine può aiutarci ad avere una Costituzione davvero compiuta.
C
onfidiamo ancora una volta in Lei. 

Le giornaliste di GiULiA (giornaliste unite, libere e autonome)