“Siamo Marea”, un manuale del femminismo

Le autrici Benedetta Pintus e Beatrice Vela la definiscono una “guida corposa” con una declinazione intersezionale [di Franca Rita Porcu]

La copertina "Siamo marea"

La copertina "Siamo marea"

Redazione 7 agosto 2019Giulia

di Franca Rita Porcu

Il libro inizia con una domanda, e una premessa che illumina la lettura. La domanda riflette su una possibile, problematica e per niente scontata, definizione di femminismo. La premessa chiarisce che il linguaggio usato nel testo svicola dalla grammatica italiana che contempla due soli generi, per includere, anche attraverso perifrasi o l’uso dell’asterisco, tutti coloro che non si riconoscono in quelle identità di genere non binarie.
Insomma, fin dalle prime pagine “Siamo marea”, appena pubblicato da Villaggio Maori Edizioni, di Benedetta Pintus e Beatrice da Vela, si rivela un testo di grande chiarezza e utilità, che offre nozioni e informazioni, ma anche chiavi di lettura, per orientarsi con competenza nella “rivoluzione femminista”. 
Una “guida corposa”, come la definiscono le autrici, studiose e attiviste, che privilegia la prospettiva del femminismo intersezionale, l’ultimo approdo del movimento con origini lontane, ma, nello stesso tempo, ripercorre le tappe fondamentali delle battaglie e delle conquiste politiche, economiche e civili delle donne. Un interessante percorso storico integrato da interviste a figure di spessore, che, a vario titolo, sono state protagoniste delle rivendicazioni femminili, oppure hanno dato, e danno, significativi contributi alla crescita del pensiero e dell’azione femminista. Da Lea Melandri a Sveva Balzini, a Elisa Coco, anima di “Non Una di meno” (rete italiana del movimento internazionale Ni una menos), e varie altre, tra sociologhe, studiose e attiviste. 
A partire da una definizione ampia e precisa del femminismo, inteso come un insieme di strumenti, di approcci e teorie multidisciplinari e interdisciplinari, utili ad analizzare e criticare la società in cui viviamo, le autrici prediligono la sua declinazione intersezionale. Nata negli Stati Uniti, questa nuova prospettiva tiene conto non solo dell’elemento genere, ma di tutte le variabili che compongono l’individuo e ridefinisce molti dei termini e dei concetti che i femminismi precedenti hanno utilizzato. Un approccio inclusivo capace di cogliere la complessità della realtà contemporanea, per cui l’identità sociale di una persona è composta da una pluralità di aspetti (genere, classe, etnia, orientamento sessuale, livello d’istruzione), e le lotte per le pari opportunità, affinché siano efficaci, devono prendere in considerazione il mosaico di variabili e il modo in cui si intrecciano tra di loro. 
Ampio, articolato, ricco di notizie, il libro di Pintus e Da Vela è un manuale prezioso per comprendere lo scenario contemporaneo, e il percorso storico di cui è esito, ma anche per individuare le possibili direttrici da seguire, sulle tracce del movimento femminista, per costruire un mondo equo, in cui ogni individuo possa sentirsi a proprio agio.