Il film su Stefano Cucchi fa infuriare la polizia: "criminalizzano di chi porta una divisa"

"Sulla mia pelle" è stato accolto al Festival di Venezia con entusiasmo dalla critica, ma i sindacati di polizia parlando di "affronto"

Sulla mia pelle

Sulla mia pelle

globalist 30 agosto 2018

Non è contenta la polizia dell'immagine che dal Festival del cinema di Venezia sta facendo il giro del mondo, dopo la proiezione del film Netflix "Sulla mia pelle", con Alessandro Borghi nel ruolo di Stefano Cucchi. Il film, che è stato accolto in sala con dieci minuti di applausi e ha suscitato reazioni commosse tra gli spettatori, ha invece fatto infuriare il Cocer, organi di rappresentanza dei Carabinieri, che - pur specificando di non aver visto il film - ha espresso un giudizio molto duro: "Ci sarebbe da indignarsi se si accertasse che lo stesso è stato prodotto con il contributo dello Stato. Infatti apparirerebbe alquanto strano che, con un processo ancora in corso per appurare la verità, organi dello Stato abbiano finanziato un film che sposta in una sala cinematografica un processo ch proceduralmente, in uno Stato di diritto, andrebbe svolto in un'aula di Tribunale".


Gianni Tonelli, ex segretario el Sindacato Autonomo di Polizia e oggi onorevole della Lega, ha dichiarato: "Rabbrividisco. Mi chiedo: si può mandare in mezzo mondo un film che dà allo spettatore un'idea non suffragata da sentenze? Ed è vero che lo Stato ha finanziato il film con 600mila euro? È questa la cultura italiana da esibire in una mostra internazionale? Io non mi farò intimidire, e da parlamentare andrò in fondo a questa storia".