Sciacquatevi la bocca prima di parlare di Topolino

Non è stata l’unica volta che Topolino, citato da Cacciari, Calenda e Zingaretti in questi giorni come esempio di ignoranza, mi ha messo alla prova.

Fumetti

Fumetti

Giuseppe Cassarà 22 marzo 2019
Non mi potrò mai dimenticare: avrò avuto sette anni, e leggevo uno dei vecchi Topolino di mio padre. In una vignetta Nonno Bassotto diceva, testualmente: “il vecchio taccagno (Paperon de’ Paperoni, ovviamente) crede che noi si faccia come l’asino di Buridano. Illuso”. 

Rimasi attonito. E vocabolario alla mano, scoprii che che con ‘asino di Buridano’ (o ‘paradosso dell’asino’) si intende indicare qualcuno che, divorato dall’incertezza, rimane immobile, impossibilitato alla scelta.

Non è stata l’unica volta che Topolino, citato da Cacciari ("Se la gente avesse letto più libri oltre Topolino, capirebbe molte cose") Calenda e Zingaretti ("La Flat Tax è una bufala alla Paperon de Paperoni) in questi giorni come esempio di ignoranza, mi ha messo alla prova. E ancora oggi, come l’esempio di Nonno Bassotto dimostra, le lezioni di Topolino mi sono ancora utili, vicine e preziose. 



Un’enorme quantità di autori di altissimo livello scrive tra le pagine del giornaletto. E, come giustamente scrive proprio oggi  la redazione di Topolino, in risposta scocciata a questa ‘disgustosa ostentazione di intellettuale sicumera’ (citazione semicorretta da Paperino, che in una storia diceva ‘plutocratica’ al posto di ‘intellettuale’. Fumetto per bambini?) dei nostri politici, tra quelle pagine hanno iniziato a leggere tre generazioni di italiani. E alcuni - purtroppo pochi - grazie a Topolino a leggere hanno continuato. 

Non è solo un arricchimento di vocabolario: le avventure di paperi e topi insegnano tutto, dalla storia alla geografia, alle scienze. Il tutto con un’ironia sagace e per nulla frivola. Perché per prendere l’Inferno di Dante o I Promessi Sposi e trasformarli in quei capolavori che sono L’Inferno di Topolino di Angelo Bioletto e Guido Martina e I Promessi Paperi di Edoardo Segantini e di Giulio Chierchini (solo per citarne due) ci vuole gusto, bravura, intelligenza e soprattutto una spiccata cultura. 

Quindi Zingaretti, Calenda e Cacciari si sciacquino la bocca prima di parlare di Topolino. Che, volendo parafrasare Cacciari, il problema è proprio l'opposo: se la gente avesse letto più Topolino, allora capirebbe molto e meglio. Tra l'altro, caro Zingaretti, Paperone non ne dice di fake news. Quello al massimo è Rockerduck. Le basi, diavolo