Il 'mea culpa' di Pennac: un errore firmare per Battisti, ha mentito a tutti

Lo scrittore francese torna sul suo sostegno al terrorista dei Pac: "Diceva di essere innocente. Non pensavo potesse essere un così brutto ceffo

Daniel Pennac

Daniel Pennac

globalist 7 aprile 2019
Ora c’è una riflessione autocritica per aver sostenuto un terrorista e non certamente un perseguitato politico.
Daniel Pennac (in realtà Daniel Pennacchioni, discendente di una famiglia corsa, ndr) ha fatto autocritica dopoi aver firmato, assieme ad altri intellettuali, la lettera a sostegno di Cesare Battisti, l'ex terrorista condannato per i delitti dei Pac, ora in carcere in Italia
. "Sono desolato, faccio il mea culpa. E' stata una idiozia scrivere una lettera a sostegno di Cesare Battisti, firmare per la sua scarcerazione" ha detto Pennac, riferisce 'Il Gazzettino' - a un appuntamento della rassegna culturale "Incroci di civiltà" a Venezia.
"E' stata una stupidità assoluta - ha aggiunto lo scrittore francese - Battisti ha mentito alla giustizia italiana, al presidente Mitterrand che lo ha accolto e a chi si è fatto garante per lui". "Ho avuto torto, ma non sono un criminale" ha aggiunto, ricordando che la 'dottrina Mitterand' mirava ad ospitare in Francia i ricercati per atti di violenta, ma di natura politica, qualora avessero rinunciato a ogni forma di violenza. "Ha fermato la guerra civile in Italia - ha detto - togliendo le armi ai terroristi militanti. Tra questi c'era Battisti che diceva di essere innocente. Non pensavo potesse essere un così brutto ceffo".