Massini: “Mameli, che sei morto per la patria, cosa penseresti dello schifo che oggi è l’Italia?”

Il monologo della settimana di Stefano Massini, in occasione di un anniversario che riguarda Goffredo Mameli

Stefano Massini

Stefano Massini

globalist 7 novembre 2019

Nel suo monologo a Piazzapulita, Stefano Massini si è rivolto a qualcuno che l'Italia sembra aver dimenticato: "Sono passati 170 anni da quando Goffredo Mameli, l'autore del nostro inno, si è preso una pallottola francese nella gamba, gamba che poi fu amputata. Ecco, io stasera voglio rivolgermi a lui. Mameli era una testa calda, un ragazzo con un sogno. Scrisse l'inno a 19 anni, neanche ventenne, ed è un testo pieno di rabbia, di passione, di voglia di lottare perché l'Italia si unisca. Ecco, se oggi Mameli vedesse questa Italia, cosa scriverebbe? L'inno inizia con 'L'Italia s'è desta'. Oggi viviamo in un'Italia dove Liliana Segre deve essere messa sotto scorta, dove una madre urla a un bambino 'negro di merda', dove siamo tutti divisi politicamente, dove le librerie vengono date alle fiamme e nessuno fa nulla, nessuno si sveglia. Altro che Italia s'è desta: oggi scriveresti 'Siamo pronti a ronfare, l'Italia russò".