Giustizia per Taranto: in piazza contro i ricatti occupazionali

Una marcia per mantenere viva l’attenzione sui nodi irrisolti del rapporto tra la città e l’Ilva

Un momento della marcia

Un momento della marcia

Fulvio Colucci 25 febbraio 2017

A Taranto riprende fiato la stagione della protesta contro il ricatto occupazionale. I cittadini sono tornati a sfilare numerosi sabato mattina a quasi cinque anni dal sequestro dell’Ilva, lo stabilimento siderurgico finito nel mirino della magistratura nell’inchiesta sul disastro ambientale.
In tanti (oltre un migliaio) si sono mobilitati nonostante il maltempo. La pioggia non ha placato la sete di giustizia. E “Giustizia per Taranto” è stato il nome voluto dagli organizzatori. Vietati striscioni e bandiere politici e sindacali.
La partecipazione ha ricordato i giorni “caldi” dell’estate 2012 quando, all’indomani del sequestro dell’Ilva e degli arresti dei vertici e del management della famiglia Riva, all’epoca proprietaria dello stabilimento, Taranto visse momenti di vera mobilitazione popolare, poi appassita con il deludente risultato del referendum sulla chiusura dell’acciaieria, un anno dopo.
Alla marcia hanno partecipato molti bambini e studenti delle scuole. Coloratissimi gli slogan e i vessilli utilizzati, tutti inneggianti alla vita. L’inquinamento ha riflessi pesantissimi sulla salute dei più giovani: tanti i casi di tumore che colpiscono la popolazione locale al di sotto dei 18 anni.
“Giustizia per Taranto” ha raggiunto due obiettivi. Il primo: mantenere desta l’attenzione sui nodi irrisolti del rapporto tra la città e l’Ilva: il futuro della fabbrica, gli esiti del processo “Ambiente svenduto”, i progetti di bonifica e riqualificazione, la riconversione economica. Il secondo: ribadire che a Taranto l’emergenza inquinamento coagula intorno a sé un “sentimento” politico importante. A pochi mesi dalle elezioni per il rinnovo dell’Amministrazione comunale è un dato fondamentale su cui riflettere evitando divisioni destinate a lasciare, ancora una volta, la città senza voce. Proprio mentre si decide il suo destino. (F.C)