La Cgil accusa: clima di odio e intolleranza contro i lavoratori stranieri

Il sindacato trentino commenta le minacce di morte al lavoratore: atteggiamenti alimentati da chi ora sta al governo

Un lavoratore straniero della Cgil

Un lavoratore straniero della Cgil

globalist 30 giugno 2018

Odio razzista che diventa ‘miele’ per tanti fascisti padroni delle ferriere. Per chi è cascato nella retorica del ‘popolo’ (popolo bue che alla fine apre i portoni all’estrema destra) sarà molto facile vedere che alcuni atteggiamenti padronali stanno trovando nuove motivazione.
La Cgil punta l’indice contro questo clima di odio e di sopraffazione: «L’audio registrato dal lavoratore, assunto con un contratto da metalmeccanico, è agghiacciante. Da un lato, la rabbia. Dall’altra, una voce tremante. Una situazione che ci ha spinti immediatamente a prendere posizione» ha detto Romano Vicentini, direttore dell’Ufficio vertenze della Cgil del Trentino, sottolineando che questa non è una situazione isolata. «Erano almeno dieci anni che non mi ritrovavo a trattare casistiche simili, ma da qualche tempo c’è stata una riacutizzazione con un aumento dell’intolleranza non solo verso i lavoratori nordafricani ma anche verso i lavoratori meridionali. Un capitolo della storia italiana che pensavo non avremmo mai più dovuto aprire» specifica Vicentini.
Ovviamente l’estrema destra razzista al potere non ha fatto che rinfocolare questa deriva. «Questi comportamenti stanno trovando legittimazione nel clima di odio e rancore che viene alimentato anche da chi è attualmente alla guida del nostro Paese – ha aggiunto il segretario della Cgil del Trentino, Franco Ianeselli, spiegando — Non si possono sottovalutare né tacere i casi singoli: tutti gli attori sociali, sindacati e imprese incluse, hanno la responsabilità di prendere posizione contro questa deriva».
Da qui, la decisione del sindacato di rendere nota la vicenda. «Il sindacato, almeno per come lo intendiamo noi, tutela tutti i lavoratori e le lavoratrici e non può arretrare di fronte al clima di odio razziale e all’avanzamento della barbarie» scrive in una nota la Cgil. Le carte, ora, sono nelle mani dell’avvocato che garantirà tutela legale ad A. E la stessa Cgil del Trentino si costituirà parte civile nell’eventuale processo a carico del datore di lavoro.