Ires, il governo fa marcia indietro sulla tassa alla solidarietà, ma le opposizioni sono scettiche

La proposta, definita dalla Cei una tassa sul volontariato, proponeva di portare l'Ires per i no-profit allo stesso livello delle aziende normali

Di Maio, Salvini e Conte

Di Maio, Salvini e Conte

globalist 28 dicembre 2018
Il governo assicura che a gennaio si cambia con l'Ires, l'Imposta sul reddito delle società, per le aziende no profit. La proposta da riscrivere, che ha scatenato ieri la dura reazione dei cardinali della Cei, è che dal 12% si passi a una tassa del 24%, come tutte le altre imprese. Che però, aveva accusato la Cei, non sono senza fini di lucro: "con questa norma si va a tassare il volontariato, è una tassa sulla solidarietà". Accusa che è arrivata anche dalla Conferenza delle Misericordie, dai frati di Assisi e da tutte le opposizioni in Parlamento. 
Nel frattempo la legge di bilancio è arrivata in terza lettura alla Camera e i 'big' di Palazzo Chigi sono scesi in campo per annunciare la retromarcia sull'Ires: il primo a correggere il tiro è Luigi Di Maio, il quale smentisce di fatto chi tra i suoi (come Laura Castelli e Stanislao Di Piazza che parla di "un sistema di incentivi fiscali che premi solo chi fa attività veramente sociali, senza furbizie") si ostinava a difendere il provvedimento.
"Quella norma va cambiata nel primo provvedimento utile. Si volevano punire coloro che fanno finto volontariato e ne è venuta fuori una norma che punisce coloro che hanno sempre aiutato i più deboli. Non possiamo intervenire nella legge di bilancio perché si andrebbe in esercizio provvisorio. Ma prendo l'impegno di modificarla nel primo provvedimento utile" ha affermato Di Maio.
Subito dopo è il premier Giuseppe Conte a dare una prima tempistica: "Provvederemo quanto prima, a gennaio, a intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale - assicura in un post su Facebook -. Le iniziative di solidarietà degli enti non-profit, anche alla luce del principio di sussidiarietà, rappresentano uno strumento essenziale per un'efficace politica di inclusione sociale e di effettiva promozione della persona. Il Governo ha ben presente tutto questo e al Terzo settore sin dall'inizio ha dedicato grande attenzione".
Infine, anche il ministro dell'Interno Matteo Salvini segna l'inversione di rotta: "Dopo aver incontrato e ascoltato tanti presidenti e associazioni, garantisco l'impegno del governo a intervenire per aiutare le tante associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi, ci sarà invece massimo rigore con i 'furbetti' che fanno altro".
Ma le opposizioni, a cominciare da Forza Italia, sentono puzza di bruciato: "Sarà vero? Intanto la approvano, dopo chissà" attacca Mara Carfagna, che continua: "da dove vengono fuori le norme? Chi le scrive? E chi parla a nome del governo? E soprattutto, con quale coraggio i deputati voteranno una norma così ingiusta?". E, dal Pd, Filippo Sensi attacca: "Riepilogo su Ires: in manovra macellano il non-profit, Castelli di M5s difende il provvedimento, poi Luigi Di Maio la sconfessa e dice che faranno una norma ad hoc, Giuseppe Conte al solito si acconcia. Ma perché aspettare l'anno del poi quando possono modificarlo ora?".