La richiesta dei tributaristi: differire le scadenze di febbraio

Enrico Peruzzo, presidente dell'Ati: "denunciamo la situazione esplosiva che può avere conseguenze per Stato, contribuenti e professionisti"

Economia

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globalist 10 febbraio 2019

Enrico Peruzzo, Presidente Nazionale dell'Associazione Tributaristi Italiani, ha rilasciato un comunicato stampa in cui si lancia un allarme: "si sta assistendo ad una criticità


operativa dettata dalle numerosissime novità e scadenze che oramai stanno rendendo la vita impossibile a tutti: Professionisti e contribuenti".
"Siamo obbligati a stare ore ed ore per decifrare l’indecifrabile, per rispettare scadenze inutili e ripetitive, per “tranquillizzare” i contribuenti sempre più esasperati. Stiamo operando in piena emergenza assumendoci responsabilità enormi senza che il nostro lavoro, messo a disposizione dell’Amministrazione Finanziaria, venga minimamente remunerato" continua Peruzzo.


"Oramai siamo i “parafulmini” di un sistema che mira alla sola semplificazione propria invece di semplificare la vita dei cittadini che sono sempre più sudditi. Stiamo attraversando uno dei periodi più bui della nostra attività professionale e la richiesta di rivedere tutta l’agenda delle prossime scadenze è di fondamentale importanza perché non ci sono i margini temporali per assolverle". 


"Tutti i diretti interessati" si legge ancora nel comunicato, "stanno denunciando l’attuale situazione esplosiva che, se inascoltata, comporterà pesanti conseguenze per tutti: Stato, Contribuenti, Professionisti. Come Associazione Tributaristi Italiani chiediamo un immediato intervento per il rinvio di tutte le scadenze di febbraio compresa la liquidazione del 18 pv. che, a causa delle “regole” previste con la fatturazione elettronica (in palese violazione delle norme esistenti in materia di detraibilità dell’Iva assolta sugli acquisti), potrà comportare un anticipo “forzoso” dell’Iva da parte di molti contribuenti. Siamo stanchi di pensare solo alle esigenze di gettito. Alle esigenze dei contribuenti e dei Professionisti chi ci pensa?"


"Ascoltare i Professionisti è doveroso, oltre che normativamente previsto da numerose disposizioni di Legge (da ultimo art.1, comma 929, della Legge 27.12.2017 n. 205), e può far bene a tutti visto che siamo costantemente in prima linea a svolgere un lavoro immane che, ricordiamolo, garantisce le entrate dello Stato" continua Peruzzo. 


"Le categorie Professionali, sia ordinistiche che non ordinistiche, stanno dialogando sempre più fra di esse e prima che assumano, a breve, decisioni comuni drastiche, riteniamo sia indifferibile sederci tutti attorno ad un tavolo con ferma volontà e con senso di responsabilità per migliorare veramente la vita di tutti e garantire le entrate indispensabili per il nostro Paese".


"Esprimiamo la ferma richiesta di rinvio delle prossime scadenze (minimo alla fine di marzo ed eliminando adempimenti inutili e sovrapposti) e chiediamo che si apra immediatamente un tavolo di confronto con tutte le categorie interessate per affrontare e risolvere responsabilmente questo immane disagio".
Infine, ecco la proposta dell'Associazione: "Il Consiglio Nazionale dell’ATI ritiene che la sola sterile richiesta di differimenti sia del tutto inutile e, pertanto, sollecita opportuni incontri fra i vertici delle categorie per far si che il nostro ruolo non sia così miseramente, come lo è oggi, ricondotto a cassa di risonanza e supina osservanza delle Leggi approvate, con scarsa cognizione, in materia fiscale e tributaria.


Se non si decide di cambiare immediatamente rotta il futuro delle Professioni e dei Professionisti sarà del tutto azzerato e relegato a mere esecuzioni di servizi.


L’Associazione che rappresento è sin d’ora disponibile per avviare questo percorso. Ci aspettiamo uguali segnali dalle altre rappresentanze professionali".