Aumento dell'Iva: ancora possibile scongiurarlo?

Cosa dovrebbe fare il Governo, qualunque esso sarà (anche un esecutivo provvisorio che porti il Paese alle urne nei prossimi mesi), per evitare questo ulteriore fardello sulle tasche degli italiani?

Immagine di repertorio

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globalist 23 agosto 2019

In attesa di capire come finirà la Crisi di Governo cominciata il 20 di Agosto, gli italiani si fanno anche i conti in tasca. Quando c'è instabilità politica, il pensiero va sempre ai propri risparmi e a come gestirli per il meglio visto che il famigerato spread può comportare vari problemi ma per i più avvezzi al trading online può portare, almeno potenzialmente, anche a possibili vantaggi.


Stavolta però c'è una questione economica che riguarda davvero tutti gli italiani, senza distinzione geografica o di censo: il possibile aumento dell'IVA dal 1 Gennaio del 2020. Perché aumenterebbe l'IVA dal primo giorno del prossimo anno? Per le clausole di salvaguardia che l'Italia ha con l'Europa dal 2001. Dal 1 ottobre 2013 fino ad oggi siamo riusciti a scampare sempre ad un ulteriore aumento ma se la finanza pubblica, dunque la politica, questa volta non apporterà i correttivi necessari, l'imposta sul valore aggiunto standard salirà dal 22 al 25,2% mentre quella ridotta passerà dal 10% al 13%. 


Cosa dovrebbe fare il Governo, qualunque esso sarà (anche un esecutivo provvisorio che porti il Paese alle urne nei prossimi mesi), per evitare questo ulteriore fardello sulle tasche degli italiani che stando ai dati significherebbe un aggravio sui conti di 541 euro in più all'anno su una famiglia media?


Dovrebbe trovare "semplicemente" 23,1 miliardi nei conti dello Staro per bloccare i già programmati rincari del 2020. Secondo alcuni osservatori un'operazione non impossibile, opinione però non condivisa da Carlo Cottarelli, direttore dell'Osservatorio sui conti pubblici italiani che già da prima dell'inizio della Crisi, vedeva complesso evitare l'aumento dell'IVA.


Tra i più preoccupati per il possibile aumento delle imposte c'è sicuramente Confcommercio che con Mariano Bella, direttore Ufficio Studi dell'associazione, ha dichiarato come la crescita dell'IVA aprirebbe un circolo vizioso negativo per l'economia italiana ed una recessione sul Prodotto Interno Lordo e con tutto quello che ne consegue. Bella critica anche l'idea circolata negli ultimi giorni, di un aumento graduale dell'imposta che non attenuerebbe in alcun modo gli effetti negativi.


E contro il paventato aumento dell'IVA arriva una proposta eclatante, lo sciopero dei consumi da parte del Codacons, una delle più importanti associazioni italiane dei consumatori. Se entro le prossime settimane, non verranno date garanzie in merito, l'associazione propone a tutti i cittadini italiani una limitazione massima dei consumi per domenica 8 settembre.


In cosa consisterebbe questo sciopero sui generis? Non muovere la macchina e non fare in alcun modo rifornimento di carburante, non fare acquisti neppure di generi alimentari, limitare al massimo anche il consumo elettrico magari tenendo spenta la TV. Uno sciopero simbolico ma che farebbe sentire in modo chiaro e deciso la voce del cittadino comune nei palazzi della politica. Nel frattempo l'associazione ha pure chiesto un incontro al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per discutere della questione che il Codacons ritiene davvero importante.


Sulla carta, tutte le forze politiche si dichiarano fermamente intenzionati ad evitare l'aumento dell'IVA ma l'instabilità di questi giorni non aiuta di certo a trovare una soluzione che per forza di cose deve assolutamente arrivare in tempi stretti.