Bene la lotta all'evasione fiscale, ma servono più incisività e ambizione

Un’azione finalizzata al recupero di un gettito di 7 miliardi su circa 130 che tutti gli analisti più autorevoli considerano come volume complessivo evaso, appare troppo limitata e troppo timida.

Evasione

Evasione

Giuseppe M. Pignataro 19 novembre 2019

Il governo in carica con la manovra di bilancio che è in procinto di essere sottoposta alla approvazione del Parlamento, sembra aver scelto di considerare la lotta all’evasione fiscale come una strada necessaria per riequilibrare i conti pubblici e per contribuire ad elaborare una manovra di bilancio capace di dare impulso alla crescita.


Tale scelta prova anche ad introdurre meccanismi di incentivazione di comportamenti fiscali virtuosi da parte degli utilizzatori finali di beni e servizi.


Considerata l’ampiezza del problema e gli effetti nefasti che procura, riportare al centro dell’azione di governo uno dei temi che genera maggiori devastazioni negli equilibri del paese merita, in punto di principio, un convinto ed incoraggiante plauso.


Tuttavia, vista la situazione davvero poco felice in cui versa il paese, un’azione finalizzata al recupero di un gettito di 7 miliardi su circa 130 che tutti gli analisti più autorevoli considerano come volume complessivo evaso, appare troppo limitata e troppo timida.


L’ ambizione che dovrebbe essere posta in questo campo da un paese come l’Italia, molto vulnerabile da un punto di vista finanziario a causa delle sue finanze pubbliche cronicamente sofferenti e quasi agonizzanti dovrebbe essere decisamente più alta.


L’ apertura di un flusso importante di entrate aggiuntive attraverso una lotta più incisiva all’ evasione fiscale è infatti la sola strada che il nostro paese ha per ritrovare equilibri strutturali paragonabili a quelli dei paesi europei più avanzati e quindi una sua prospettiva di vero, solido e sano sviluppo da offrire soprattutto alle nuove generazioni.


Per questo occorre essere molto più determinati e molto più creativi nell’affrontare una sfida così impegnativa.


Per andare in questa direzione in modo deciso bisogna quindi cambiare radicalmente strategia, passando da una strategia incentrata prevalentemente sulla repressione del fenomeno, realizzato attraverso verifiche, controlli e sanzioni ex post ad una incentrata sulla sua prevenzione da realizzare con interventi che rendano sempre più evidente la “non convenienza” ad evadere per tutti gli attori in campo.


Questa strategia dovrebbe fondarsi su quattro pilastri:



  •  - l’ introduzione di consistenti meccanismi di incentivazione idonei a spezzare la complicità che spesso si instaura tra venditori ed acquirenti di beni e servizi;

  • - l’ introduzione di meccanismi di incentivazione progressiva che rendano sempre più convenienti i comportamenti virtuosi sia da parte degli acquirenti di beni e servizi che dei venditori;

  • - l’ introduzione di sistemi di controllo preventivi a maglie strette, con forti finalità di dissuasione, sulle attività economiche a maggiore rischio di frodi fiscali;

  • - sulla certezza e sula ineluttabilità della pena per chiunque commette o favorisce reati fiscali.


Sul piano pratico per finalizzare in modo efficace l’applicazione di questa strategia occorrerebbe creare una “Cabina di Regia” presso il Ministero delle Finanze composta da esperti provenienti dal mondo pubblico e dal mondo privato, incaricata di elaborare sistematicamente e di portare ad effetto nuove idee e nuove soluzioni per conseguire gli obiettivi prefissati che dovrebbero essere necessariamente molto ambiziosi.


Seguendo questa impostazione alcune ipotesi da sottoporre al vaglio degli esperti potrebbero essere:


-quella di consentire a chi riceve una prestazione o acquista un bene senza fatturazione totale o parziale, di poter denunciare l’accaduto ottenendo l’assicurazione della riservatezza e della totale immunità al fine di consentire agli enti preposti di effettuare con immediatezza indagini mirate; l’esistenza di questa possibilità potrebbe avere un effetto dissuasivo importante verso chi vende beni e servizi evitando fatturazioni totali o parziali; una pratica purtroppo, come ben noto, estremamente diffusa nel nostro paese;


- per tutti coloro (individui, famiglie, ecc…) che raggiungono un livello di spese documentate superiore a   target predefiniti, in un determinato arco di tempo, prevedere bonus fiscali, adeguatamente incentivanti, per acquistare nuovi beni e servizi;


- per tutte le attività commerciali, industriali e professionali che dichiarano (e dimostrano ) situazioni di regolarità fiscale prevedere bonus fiscali incentivanti da utilizzare per sostenere nuovi investimenti in esenzione fiscale;


- introdurre il “Codice Etico Fiscale” a cui si devono ispirare tutte le attività economiche e professionali da esporre obbligatoriamente sulle fatture insieme ad un “Rating Fiscale” attribuito da enti indipendenti specializzati in materia e influenzato dai comportamenti fiscali virtuosi e non, accertati nel tempo, in modo tale da diffondere una cultura fiscale positiva apprezzata dai clienti e dai consumatori in forma premiante per i più virtuosi;


- istituire a tal fine, speciali bonus fiscali, utilizzabili per l’acquisto di beni e servizi in esenzione fiscale, da rilasciare ai soggetti che evidenziano comportamenti fiscali virtuosi come ad esempio l’acquisto di prodotti e servizi solo da chi evidenzia rating fiscali elevati;


-  concordare con tutti i media e tutti i principali operatori della rete internet la pubblicazione di messaggi pubblicitari che evidenziano l’importanza del contrasto all’ evasione fiscale e informazioni di dettaglio sui nuovi metodi introdotti per attuarlo, remunerati con specifici bonus fiscali.


 


In ogni caso al di là della validità o meno di queste o altre proposte di dissuasione dai comportamenti censurabili e di incentivazione di quelli virtuosi, se si vogliono cambiare veramente le sorti del paese, c’è un  incontrovertibile bisogno di adottare una lotta all’ evasione fiscale che anziché esasperare le pene sia sempre più intelligente, innovativa, sistematica, realmente incisiva in termini di valori da aggredire e quindi orientata a prevenire il fenomeno.


Altrimenti i risultati che si otterranno con i piccoli ed estemporanei cambiamenti o con le implementazioni rispondenti alle esigenze di marketing politico continueranno ad essere poveri e poco incisivi. Facendoci restare sempre nello stesso triste pantano in cui ci siamo cacciati dal 2011 in avanti.