Roma non è una città per pini

Gli alberi, se non curati, con gli anni diventano un problema. E a Roma la soluzione è sola una: la sega.

Pini tagliati nella Capitale

Pini tagliati nella Capitale

globalist 14 febbraio 2019

di Tancredi Omodei
Roma, storia di ordinaria anarchia. Chiedendo scusa al nobile pensiero anarchico, la questione è assai più bassa e prende spunto dal taglio ( l'ennesimo a Roma ) di due alti pini dal grande e alto ombrello. Siamo lungo la via Flaminia, all'altezza della stazioncina di Labaro. Di fronte, un ristorante-pizzeria che si chiama "4 Pini".


Nome che evoca pini che ci furono e che non ci sono più da tempo. Erano pini che stavano ai margini della via Flaminia, quando era ancora bellissima anche a ridosso della città. Un paio di questi, strada facendo erano stati inglobati nell'area del locale che si era allargato con una di quelle verande che nascono così e che poi così restano. Di due dei quattro pini non abbiamo memoria, degli ultimi due si, quelli segati nelle scorse ore. Certo, i pini come ogni altro albero, se non curati, con gli anni diventano un problema. E a Roma la soluzione è sola una: la sega. Così è accaduto nelle ultime ore lungo il tratto della vecchia via Flaminia, zona Labaro. Un paio di camion, una gru, un primo intervento mistificato da potatura ( quasi a giustificare l'intervento a ad affrontare un primo, approssimativo controllo ), poi i tagli drastici, dall'alto al basso, fino a fare dei pini vile legna da ardere. Cambia il panorama della città, ma questo importa a pochi. Giorni addietro, ghigliottina in azione un pò più indietro, sempre lungo la via Flaminia, non distante dal centro  direzionale della Protezione Civile. E ancora, sempre negli stessi giorni, sull'altro lato della Flaminia, quello che porta in città.
Il caso dei pini che svettavano di fronte alla stazione Labaro del trenino ci è stata segnalata da un cittadino che inutilmente, all'inizio dell'operazione si era rivolto al comando dei Vigili Urbani di Tor di Quinto che l'aveva smistato all'Ufficio Ambiente che  sempre a Tor di Quinto ha sede. "Solo una potatura", gli era stato detto. Una pattuglia aveva verificato le intenzioni. Ma così non sarebbe stato, altro che potatura. Il taglio radicale è proseguito indisturbato.


Il cittadino nella mattinata di giovedì, foto alla mano, è andato personalmente al Comando della Polizia Locale di Tor di Quinto e all'Ufficio Ambiente. Niente. Interesse degli uffici pari a zero. Grande il fastidio per quel cittadino che si sentiva a Londra, o ad Amsterdam. La risposta, tradotta in romanesco era grosso modo questa: qui è Roma, chi glielo fa fare verificare il grado di legalità e di civiltà di quel che accade... Tradotto dal cittadino: Roma è caput monnezza, ratti e ogni altra azione inconciliabile con l'andamento delle cose nel resto d'Europa. Forse per questo proviamo a fare la guerra a Paesi vicini e più civili.