L'Italia è troppo inquinata: la Commissione europea mette sotto giudizio il nostro Paese

L'Italia supera ripetutamente i limiti di NO2 e non ha sufficienti depuratori. La Commissione europea sottopone il caso del Paese alla Corte di Giustizia europea. Le città più inquinate sono Milano, Torino e Roma.

Superati i limiti di smog: l'Italia sotto giudizio della Commissione europea

Superati i limiti di smog: l'Italia sotto giudizio della Commissione europea

globalist 7 marzo 2019
La Commissione europea ha deferito l'Italia alla Corte di Giustizia Ue per la ripetuta violazione dei limiti di NO2 (biossido di azoto) nell'aria delle città e per il mancato adeguamento alle norme Ue dei sistemi di trattamento delle acque di scarico.

Le violazioni riguardano oltre 700 agglomerati e 30 aree sensibili dal punto di vista ambientale con più di duemila abitanti. Tra le grandi città interessate figurano Milano, Torino e Roma.

Lo sforamento dei limiti di NO2 riguarda anche centri come Catania, Campobasso, Genova e aree come la Pianura Lombarda e la costa toscana. Riguardo ai livelli di smog, l'Italia era già stata deferita in Corte per il superamento dei livelli di PM10.

La questione della qualità dell'aria - I Paesi europei che hanno avuto o hanno contenziosi con Bruxelles sulla qualità dell'aria sono venti. Per trovare soluzioni si sta pensando a organizzare dei dialoghi sull'aria pulita, con rappresentanti della Commissione Ue, dei ministeri interessati e delle autorità regionali e locali per uno scambio di buone pratiche per ridurre l'inquinamento.

Le procedure contro l'Italia - In materia di adeguamento dei sistemi fognari e di depurazione alle norme europee che risalgono al 1991, il deferimento alla Corte riguarda comuni e aree in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Piemonte, Puglia, Sardegna, Sicilia, Toscana, Umbria, Veneto.

Sulla materia, l'Italia è protagonista di quattro procedure di infrazione ed è stata già condannata a pagare sanzioni milionarie per la mancata conformità in oltre 70 agglomerati da 15mila abitanti, con una spesa da 52 milioni di euro al 28 febbraio.