M5s e Lega infilano nel decreto crescita un altro condono edilizio: l'accusa dei Verdi

Il coordinatore nazionale Angelo Bonelli: "L'articolo 26 consente interventi edilizi compresa la demolizione e ricostruzione su immobili storici". A vantaggio di chi? Dei fondi immobiliari e finanziari

Condono edilizio

Condono edilizio

globalist 3 aprile 2019
Peggio di Berlusconi, con la scusa della crescita tornano al peggio del peggio del passato, alla faccia del cambiamento.
“E' un condono edilizio sui beni culturali del nostro paese quello che prevede la bozza del Dl crescita trasmessa ieri dal presidente del consiglio dei ministri che all'articolo 26 consente interventi edilizi compresa la demolizione e ricostruzione su immobili storici."
Lo ha denunciato il coordinatore nazionale dei Verdi Angelo Bonelli che ha aggiunto. " E' una vera e propria barbarie contro il nostro patrimonio storico-culturale del nostro paese che nemmeno Berlusconi aveva immaginato d'inserire con il codice Urbani dei beni culturali, che viene modificato dal DL Crescita introducendo il silenzio assenso."
"Con l'articolo 26 - continua l'esponente dei Verdi - si consente l'autorizzazione edilizia con il silenzio assenso per gli interventi sugli immobili storici, ivi compresa la demolizione e ricostruzione anche con aumenti di volume e l'aspetto sconcertante è che questa norma potrà essere applicata solo per gli anni 2019-2020 ed è chiaro che serve a qualcuno e a qualcosa." " Ma ha chi e a cosa potrebbe servire questa norma condono? Facciamo alcuni esempi: 1) le ville storiche del quartiere Coppedè a Roma, alcune sono state già demolite, potrebbero essere demolite e ricostruite. 2) i cambi di destinazioni d'uso nei centri storici per realizzare centri commerciali o altro non sarebbero più un problema e questo velocizzerebbe la vendita del patrimonio immobiliare dello stato, come previsto dal comma 431 della legge di bilancio 2019, facendo un grande regalo ai fondi immobiliari e finanziari. 3) nelle pratiche di condono edilizio come quello di Ischia, ci sono immobili con vincoli dei beni culturali e questa norma sarebbe un cavillo per rilasciare le pratiche di sanatoria. 4) Il meccanismo legislativo previsto dalla norma è di fatto un condono mascherato su interventi edilizi già realizzati, ma non autorizzati, su immobili vincolati, perché è sufficiente mandare una lettera alla soprintendenza, che come è noto non ha organici per esercitare appieno le sue funzioni, decorso il temine tutto diventa autorizzato."
"Invece di incentivare la valorizzazione e il restauro dei nostri centri storici - prosegue Bonelli - questo governo decide di prendere la ruspa e radere al suolo la storia del nostro paese in nome di un qualcosa che viene chiamata crescita ma che in realtà è solo inciviltà. Il Dl crescita prevede all'articolo 4 che per la realizzazione delle opere pubbliche nel nostro paese si possa andare in deroga dei vincoli ambientali e paesaggistici: a me tutto ciò provoca solo disgusto come mi lascia sconcertato il silenzio di quei ministri come Costa e Bonisoli che dovrebbero difendere l'ambiente e i beni culturali dell'Italia." Conclude Bonelli.