Libia, l'Italia rispolvera Pilato: né con Serraj e né con Haftar

Dopo le accuse alla Francia di essere dietro l'offensiva del generale ora si scopre che è stato Trump a dare il via libera. E l'Italia sovranista inginocchiata ai potenti comincia a sfilarsi da Tripoli

Giuseppe Conte, Fayez Al Sarraj e Khalifa Haftar

Giuseppe Conte, Fayez Al Sarraj e Khalifa Haftar

globalist 26 aprile 2019

Un capolavoro di non diplomazia, tipica di un governo inesistente in politica estera, incapace di prendere una posizione che sia una e che come al solito si barcamena.
Del resto il governo reazionario è anti-europeista e europeista, prono a Trump, ma anche alla Russia ma anche alla Cina.
Sull’Ucraina non si capisce quale sia la nostra posizione e nemmeno sul Venezuela.
Così ora mentre la Libia è totalmente sfuggita di mano e mentre i penta-fascio-leghisti hanno hanno attaccato la Francia, ora è spuntato che è stato il loro amato Trump ad aver incoraggiato Haftar ad attaccare.
Ed ecco che i sovranisti servi dei potenti ora hanno fatto un’altra capriola, scegliendo di no scegliere-
"Non sostengo un singlo attore" libico, "riteniamo che la soluzione militare assolutamente non sia affidabile. L'intenzione di Haftar di riunificare il territorio libico può avere anche una logica ispiratrice e una sua plausibilità ma la nostra posizione si sta rivelando lungimirante. E' una posizione a favore del popolo libico, non di Haftar o Serraj. E' a favore del popolo libico che sta soffrendo da troppo tempo". 
Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in conferenza stampa a Pechino.
Ad ogni modo, anche se Conte non ha nemmeno capito, anche Tripoli vuole riunificare la Libia. E il problema non è riunificare la Libia (casomai le spinte secessioniste sono nella Cirenaica di Haftar) mia chi comanda, come si spartiscono le risorse petrolifere e altri ammennicoli vari.


E vista la propensione pilatesca suggeriamo di domandare al sacro blog chi vogliamo sostenere: Serraj o Haftar. Vincerà sicuramente Barabba.