In Libia sale a 38.900 il numero degli sfollati nell'area di Tripoli

I dati dell'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha). Bombardamenti indiscriminati

Libia

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globalist 27 aprile 2019
Salvini, imperterrito, un salvataggio dal processo della Diciotti e la difesa del bancarottiere confesso Siri aveva detto in maniera sfacciata che non c’era alcuna guerra. Ma le cose in Libia non stanno così.
 È salito a 38.900 il numero degli sfollati dall'inizio degli scontri armati a Tripoli e dintorni.
Lo scrive l'Ufficio delle Nazioni Unite per gli Affari umanitari (Ocha) in un aggiornamento sulla situazione, precisando che l'Unhcr e l'Oim hanno concluso le operazioni di evacuazione di tutti i rifugiati e migranti del centro di detenzione di Qasr Bin Ghashir e che circa 3.000 rifugiati e migranti restano intrappolati in centri di detenzione situati in aree colpite dai combattimenti o in aree a rischio di conflitto armato.
«I bombardamenti indiscriminati sulle aree residenziali continuano, in violazione del diritto internazionale umanitario, con segnalazioni non confermate di vittime civili e danni materiali nella zona di Al Hadhba e nel comune di Abu Slim» si legge nella nota.
«I civili intrappolati nella linea del fronte devono far fronte a mancanza d'acqua e interruzioni di corrente, a carenza di beni essenziali come cibo, acqua potabile, medicine e carburante», si afferma.
«Scontri armati, bombardamenti casuali, posti di blocco ed esplosivi posti sulle strade ostacolano la capacità di evacuare i civili e fornire gli aiuti necessari, nonché la capacità dei civili di spostarsi liberamente in zone più sicure e accedere a beni e servizi vitali».