Emissari di Lega e Putin: chi è stata la talpa che ha divulgato gli audio? E perché?

Un incontro in un hotel e un registratore che carpisce ogni cosa. E poi a distanza di mesi fa pubblicare tutto su un sito americano. Una classica Spy Story

Leghisti filo-Putin nell'Europarlamento

Leghisti filo-Putin nell'Europarlamento

globalist 10 luglio 2019

Una cosa è sicura: quello che lo ‘sherpa’ di Salvini in Russia, ossia Gianluca Savoini, ha definito un semplice blablabla negando fondi neri, tangenti o altro, non doveva essere un incontro così innocente.
Perché se qualcuno registra un incontro vuol dire che quell’incontro doveva essere considerato da qualcuno sensibile.
Ed in effetti, al di là delle smentite, è piuttosto imbarazzante politicamente sentire il rappresentante, amico, collaboratore di un sedicente sovranista cercare appoggi, prebende o chissà cosa per far passare un progetto politico che aveva come obiettivo quello di costruire un alleanza pro-Putin di partiti e nazioni dell’estrema destra europea. Ossia la negazione del sovranismo, ma il semplice vassallaggio.
Uno dei nodi da risolvere è: chi ha spiato chi? E perché? O come l’audio sia finito nelle mani di BuzzFeed.
Gli scenari sono diversi e - come ogni spyware story che si rispetti - diversi.
Una ipotesi è che l’audio sia stato registrato da qualcuno della ‘delegazione’ (usiamo questo termine) filo-leghista.
Oppure da uno dei russi.
Scenari possibili ipotizzando che la ‘talpa’ fosse proprio una delle persone sedute al tavolo che in realtà era un doppiogiochista.
Altra ipotesi - possibile - è che la scelta poco riservata di chiacchierare di argomenti così sensibili in un bar abbia consentito ad uno 007 o una fonte esterna di poter seguire il gruppo all’interno dell’hotel ed aver registrato tutto da vicino, magari sedendo ad un tavolo vicino.
Come è facile intuire dalla scarsa qualità dell’audio sono stati usati strumenti non particolarmente raffinati.
Sia come sia non è stato difficile comprendere il valore politico dell’incontro. Non solo o non tanto per le tangenti - ovviamente presunte e da dimostrare - ma perché si evidenziava chiaramente come l’emissario di un partito di estrema destra e anti-europeo cercasse appoggi politici e finanziamenti proprio dalla Russia di Putin presentandosi come promotore di un’alleanza di partiti di estrema destra più l’Ungheria di Orban, notoriamente putiniana.
Chi è stata la talpa? Una trappola contro Salvini? Una puntura di spillo contro Putin? Un avvertimento di qualcuno che vuol far sapere che sa?


Tutto probabile, tutto possibile. Come ogni degna spy story nella quale tutto è chiaro, fuorché la verità.