Con Savoini il 'metodo' Rackete non vale: Salvini lo difende 'fino a prova contraria'

Capitan Nutella continua a non prendere le distanze dal suo collaboratore che ha chiesto agli emissari di Putin appoggi in cambio di Lega estrema destra su polizioni pro Russia

Savoini e Salvini in Russia

Savoini e Salvini in Russia

globalist 16 luglio 2019
Il problema, come questa testata dice da tempo, è politico e non penale. Perché la registrazione dimostra chiaramente che l’uomo della Lega chiedeva appoggi agli emissari di Putin perché favorissero la Lega prima delle elezioni europee promettendo in cambio che la Lega e le formazioni di estrema destra post-nazista avrebbero lavorato in una logica pro-Russia.
Se poi ci sia stata o meno corruzione internazionale è qualcosa che vedrà la magistratura, ma politicamente tutto è chiarissimo.
Nel frattempo Salvini con il suo amico non usa il metodo-Rackete, ossia quello di condannare prima del processo, perfino tirando in ballo accuse (come il tentato omicidio) che nessuno ha mai formulato.
“Gianluca Savoini "lo conosco da 25 anni, dai tempi dell'Università Statale di Milano. L'ho sempre ritenuto una persona corretta e fino a prova contraria continuerò a ritenerlo persona corretta".
Così il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, durante un incontro con i giornalisti a Genova, rispondendo a una domanda sul presidente dell'associazione Lombardia-Russia, indagato per corruzione internazionale nell'ambito dell'inchiesta sui presunti fondi russi alla Lega.