Il Pd attacca sul Russiagate: "Nessuna tregua a Salvini fino a quando non verrà in aula"

Zingaretti: "Davvero credono che si possa discutere di un decreto sicurezza promosso da un ministro che dice bugie?"

Savoini e Salvini

Savoini e Salvini

globalist 16 luglio 2019
Dopo le pressioni del M5s e del premier Conte, anche il Pd con il suo segretario Nicola Zingaretti chiama il ministro dell'Interno Matteo Salvini a parlare in Aula sui presunti fondi russi alla Lega. "Sia chiaro che non gli daremo tregua, finché non verrà in aula", afferma Zingaretti in un'intervista a la Repubblica. "La Procura e non la politica dovrà accertare la verità - aggiunge -. Ma intanto il leader leghista sta raccontando solo bugie".
Il ministro dell'Interno, "in maniera goffa, ha preso le distanze da questo Gianluca Savoini", che in realtà è uno stretto collaboratore del Viminale, "quasi non lo conoscesse, smentito da centinaia di foto ed eventi. Davvero credono che si possa discutere di un decreto sicurezza promosso da un ministro che dice bugie?".
"Se il primo ministro si illude di lavarsi le mani indicando nel suo ministro il responsabile del falso, non ha capito che si sta dando la zappa sui piedi - poi attacca Zingaretti -. Le responsabilità del governo sono palesemente comuni. Il presidente Fico e la presidente Casellati come possono pensare che il Parlamento non sia informato?".
Il Copasir apre un dossier sul caso Savoini - Il Comitato parlamentare per la Sicurezza della Repubblica, organo di controllo e garanzia dell'intero Sistema della nostra Intelligence, ha aperto un dossier sul caso Gianluca Savoini, il referente della Lega indagato per corruzione internazionale. Per questo mercoledì ci sarà l'audizione di Luciano Carta, direttore dell'Aise, il nostro Servizio di spionaggio all'estero, che era già prevista in calendario e aveva come ordine del giorno la situazione libica, ma ora avrà anche un'appendice russa. Così come la avrà, la prossima settimana, quella di Mario Parente, direttore dell'Aisi, il nostro controspionaggio.
Come scrive la Repubblica, entrambi i direttori saranno sollecitati su questioni che girano intorno a una serie di domande centrali nell'affaire. Tra queste cosa hanno saputo nel tempo e cosa sanno i nostri Servizi dell'incessante attività sull'asse Roma-Milano-Mosca di Gianluca Savoini, presidente dell' associazione Lombardia-Russia, e di Claudio D'Amico, già deputato leghista, assessore alla pubblica sicurezza in quel di Sesto San Giovanni ma, soprattutto, dallo scorso anno, "consigliere per le attività strategiche di rilievo internazionale" nello staff da vicepremier di Matteo Salvini?