Il socio di Meranda esce allo scoperto: "Sono Francesco Vannucci, ero al Metropol"

Gli inquirenti, al momento, non confermano. Lui ha contattato le agenzie dei giornali ed in effetti è legato all'avvocato massone portato da Savoini

Savoini e Salvini

Savoini e Salvini

globalist 16 luglio 2019

Si chiama Francesco Vannucci, ha 63 anni e è di Suvereto in provincia di Livorno. Noto nella Capitale è lavorato spesso in coppia con l'avvocato Meranda cone risulta direttamente a Globalist tramite uomni d'affari che hanno avuto modo di interloquire con lu studio Meranda..


Lui si è autodenunciato con le stesse modalità dell'avvocato massone che ha ammessi di essere il Luca del Metropol.
“lI Francesco del Metropol sono io". Sono le 18.30 quando alla redazione di Milano è arrivata  una mail firmata da tale Francesco Vannucci, nella quale si sostiene che il terzo italiano presente alla riunione del 18 ottobre a Mosca con Gianluca Savoini e l'avvocato Gianluca Meranda sia un esperto bancario che "da anni collabora" proprio con Meranda.
Nella mail l'uomo scrive testualmente: "Io sottoscritto Vannucci Francesco, nato a Suvereto (Li) il 11/12/1956, intendo comunicare che in ordine alla vicenda chiamata dalla stampa 'Moscopoli' e segnatamente con riferimento all'incontro del 18/10/2018 presso l'hotel Metropol di Mosca, ero presente in qualità di consulente esperto bancario che da anni collabora con l'avvocato Gianluca Meranda. Specifico inoltre che lo scopo dell'incontro era prettamente professionale e si è svolto nel rispetto dei canoni della deontologia commerciale. Non vi sono state situazioni di natura diversa rispetto a quelle tipiche previste dalle normative che disciplinano i rapporti d'affari. Sono profondamente dispiaciuto di essere indicato in modo a volte ironico, a volte opaco, con lo pseudonimo di "NONNO FRANCESCO "; così come sono profondamente rammaricato di dover con questa mia nota interrompere la privacy mia e della mia famiglia. Confido nella serietà della Magistratura italiana nel capire le chiare dinamiche di questa vicenda. Cordialità. Francesco Vannucci".
Una modalità, quella con cui Vannucci rivela la sua identità e conferma la sua presenza al vertice moscovita finito al centro dell'inchiesta milanese per corruzione internazionale, che ricalca quella di Meranda con il quotidiano 'la Repubblica'. Anche per questo motivo, e per l'ammissione di Vannucci circa la collaborazione con l'avvocato d'affari di origini calabresi, abbiamo contatto via whatsapp lo stesso Meranda. A precisa domanda se confermasse l'identità di Vannucci e il contenuto della mail, il legale ha confermato entrambe le cose, sottolineando: "Se la nota dice che è lui il terzo italiano, non posso smentirla".
Un ulteriore riscontro è arrivato dallo stesso Vannucci, che, al telefono, ha spiegato: "Mi ha dato il vostro numero un avvocato, confermo quello che ho scritto e questo è tutto quello che ho da dire ora".
L'identità di Vannucci è stata però prima smentita seccamente ai piani alti del Tribunale di Milano e poi da altri inquirenti "non confermata". Fonti investigative invitano ad andarci con i piedi di piombo perché tutta la storia è alquanto scivolosa.
Sarà la procura, nelle prossime ore, a chiarire questo ulteriore passaggio ed eventualmente a convocare Vannucci.