L'Isis si prepara a colpire ancora in Europa entro la fine del 2019

A lanciare l'allarme è un rapporto dell'Onu basato sui dati dei servizi di intelligence di tutti i Paesi membri. In tutto il mondo sparsi 30 mila foreign fighter

L'Isis decapita un talebano prigioniero

L'Isis decapita un talebano prigioniero

globalist 3 agosto 2019
Un allarme reale. Lo Stato Islamico potrebbe mettere a segno nuovi attacchi terroristici entro la fine dell'anno. A lanciare l'allarme è un rapporto dell'Onu basato sui dati dei servizi di intelligence di tutti i Paesi membri: secondo il report, ci sono 30.000 foreign fighter che potrebbero essere ancora vivi e pronti all'azione in tutto il mondo.
Secondo il documento Onu, di questi 30mila combattenti "alcuni potrebbero unirsi ad Al Qaeda o ad altre sigle terroristiche che potrebbero emergere. Altri diventeranno leader o radicalizzatori".
Nonostante il Califfato abbia infatti cessato di esistere a livello geografico, i motivi che ne hanno portato alla costituzione sono ancora presenti, e difficilmente l'estremismo islamico si indebolirà ulteriormente.
In realtà lo Stato Islamico opera ancora (più come gruppo terroristico) in molte zone dell’Iraq e al confine tra Iraq e Siria.
Detta legge nel Sinai ed è presente in quella che definisce la provincia del Khorasan, a cavallo tra Pakistan e Afghanistan, dove proprio ieri è stato decapitato davanti a una piccola folla un militante talebano che - va detto - è una forza rivale.
Tra i possibili obiettivi degli attentati terroristici il rapporto sottolinea che il rischio in Europa "resta alto". Anche perché 6mila cittadini europei che si erano uniti all'Isis in Iraq e in Siria, circa un terzo è stato ucciso sul capo, e un terzo è prigioniero nella regione o è fuggito altrove. Ma di 2mila di solo si sono perse le tracce, ed è quindi probabile che siano tornati nel Vecchio Continente.
L'Isis, afferma inoltre l'Onu, ha accesso a fondi del Califfato stimati tra 50 e 300 milioni di dollari e sta usando la propaganda per mantenere alta la reputazione del gruppo come principale "brand" terroristico globale. "Quando avrà il tempo e lo spazio per reinvestire in una capacità operativa esterna, l'Isis dirigerà e faciliterà gli attacchi internazionali, oltre agli attacchi ispirati al suo gruppo che continuano a verificarsi in molte località del mondo. L'attuale pausa di tali attacchi, pertanto, potrebbe non durare a lungo, forse nemmeno fino alla fine del 2019".