Identificati i russi incontrati da Savoini al Metropol a Mosca

Due nomi rivelati da BuzzFeed, conferme da fonti vicine all'inchiesta. Si tratta di Andrey Yuryevich Kharchenko e Ilya Andreevich Yakunin.

Andrey Yuryevich Kharchenko e Ilya Andreevich Yakunin

Andrey Yuryevich Kharchenko e Ilya Andreevich Yakunin

globalist 3 settembre 2019

Sono Andrey Yuryevich Kharchenko e Ilya Andreevich Yakunin due dei tre russi presenti all’incontro dell’hotel Metropol a Mosca del 18 ottobre. Lo rivela il sito BuzzFeed e, come apprende l’ANSA, la conferma della loro identificazione arriva anche da fonti vicine all’inchiesta che vede indagato, tra gli altri, il leghista Gianluca Savoini.


Il nome di Yakunin era già emerso e i due russi, scrive BuzzFeed, hanno legami “con il demagogo di estrema destra” Aleksandr Dugin e con Vladimir Pligin, politico vicino a Putin.


Il sito americano BuzzFeed già a luglio aveva diffuso l’audio dell’incontro all’hotel moscovita tra tre italiani, ossia Savoini, anche presidente dell’associazione LombardiaRussia, l’avvocato Gianluca Meranda e l’ex bancario Francesco Vannucci (tutti indagati per corruzione internazionale nell’inchiesta dei pm di Milano), e tre russi con al centro una presunta compravendita di petrolio per far arrivare 65 milioni di dollari alla Lega ma anche ‘stecche’ a funzionari russi.


Ora BuzzFeed ha rivelato i nomi di due dei tre russi, gli stessi nomi, da quanto si è saputo, già sul tavolo degli inquirenti. “Hanno legami con il demagogo di estrema destra di alto profilo Aleksandr Dugin e Vladimir Pligin, un politico profondamente invischiato nell’inner circle del presidente Vladimir Putin”, scrive il sito americano. “Dugin - scrive ancora BuzzFeed - è il padre di un’ideologia che Putin ha abbracciato in anni recenti che vede una Russia rinascente baluardo contro l’ovest liberale”. Pligin, invece, prosegue il sito, ha avuto un ruolo nella politica estera russa lavorando anche “ad una bozza di legge” per dare l’avvallo all’annessione della Crimea.


Nel frattempo, da quanto si è saputo, nell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Fabio De Pasquale e dai pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta sono stati già identificati tutti e tre i russi (il terzo uomo, tra l’altro, non sarebbe stato un semplice traduttore nell’incontro, come è stato scritto nelle scorse settimane) e, in particolare, Yakunin sarebbe stato un “veicolo” di intermediazione nella presunta trattativa.


Nell’ipotesi della Procura, infatti, la presunta compravendita doveva servire anche a far arrivare denaro ad uno o più funzionari pubblici russi. Da qui l’accusa di corruzione internazionale.