Gillette, lo spot ultra femminista che fa infuriare gli uomini

Gli uomini americani sono furibondi con la Gillette per una pubblicità giudicata troppo femminista: un odioso machismo di ritorno che si ribella al 'nazi-femminismo'

Lo spot gillette

Lo spot gillette

globalist 18 gennaio 2019

Non esiste la cattiva pubblicità: o almeno, così deve pensarla la Gillette, che in questi giorni sta affrontando un’incredibile campagna di biasimo per la sua ultima pubblicità, uno spot più lungo dei suoi soliti in cui la più famosa marca di lamette da barba al mondo tenta di mandare un messaggio preciso, che ha incontrato la ferma opposizione del pubblico maschile americano. Per i motivi più sbagliati possibili.


Lo spot ruota intorno al claim del brand, Il Meglio di un Uomo (in inglese The Best a Man can Get): giocando intorno a molti stereotipi della virilità tossica, combattuta dal movimento MeToo (che non manca di fare la sua comparsa nello spot), la pubblicità mostra prima alcuni uomini compiere comportamenti condannati dal femminismo, come lasciare che due ragazzi si picchino perché ‘i maschi devono fare i maschi’, oppure importunare le ragazze per strada, e poi invece mostra ‘il meglio di un uomo’ del 2019: impedire le risse e spronare al dialogo, non fischiare alle donne per strada, educare i propri figli al rispetto.


Insomma, cosa ci può essere di così scandaloso? Gli uomini americani, però, non hanno gradito. Su twitter e su YouTube, a commento del video (che ha ricevuto il milione di reazione negative, una sorta di record) molti uomini hanno sostenuto di essersi sentiti ‘colpevolizzati’ dalla pubblicità, hanno accusato la Gillette di essere al servizio del ‘nazi-femminismo’ e di mirare a trasformare tutti gli uomini in gay, trans e femminucce.


Un’odiosa ondata di machismo come risposta, probabilmente, a quella che è stata percepita come un’invasione di campo: le lamette da barba, un rituale esclusivamente maschile, da uomini veri e rudi (come se, ad esempio, agli uomini gay la barba non crescesse o le donne non avessero peli sotto le ascelle). Sta di fatto che molti commenti negativi sono arrivati proprio dalle donne, che lamentano come questa ondata di femminismo stia trasformando gli uomini in delle femminucce. Insomma, ‘l’omo addà puzza’, e ne sono convinte e convinti ancora un numero preoccupante di persone. Che reagiscono a un tentativo di civiltà come i trogloditi che sono.