La pericolosa miopia di certi intellettuali

Alain Finkielkraut è stato vittima di un'aggressione antisemita. Ma lui sosteneva i Gilet Gialli così come Sartre sosteneva tanti terroristi. Pasolini diceva che molti intellettuali erano scollegati dalla realtà

Gilet Gialli

Gilet Gialli

David Grieco 18 febbraio 2019
L'aggressione all'intellettuale francese Alain Finkielkraut, circondato in strada a Parigi da un gruppo di cosiddetti "gilet gialli" che lo hanno apostrofato come "sporco ebreo" ha ben poco a che fare con l'antisemitismo.
L'antisemitismo sta dilagando in tutto il mondo. È carburante di prima qualità per i tanti dittatori in circolazione che vogliono riportarci al Medioevo allo scopo di difendere e incrementare gli spaventosi profitti di un neocapitalismo impazzito.
Tutto vero, tutto estremamente evidente. Ma evidentemente non per tutti. Nel nostro paese, per esempio, tanti commentatori politici hanno impiegato mesi (che sembrano secoli in questi nostri tempi accelerati) per capire che il Governo della Demenza sta sfasciando l'Italia per sfasciare l'Europa con un disegno criminale molto preciso ordito e pianificato ben al di fuori dell'Italia.
Il Caso Finkielkraut è un clamoroso abbaglio. Un abbaglio che ci spiega quanto sia facile oggi mistificare qualunque cosa visto che basta indossare un gilet, che tutti gli automobilisti hanno in dotazione se restano in panne, per esprimere una posizione politica di destra o di sinistra, di sinistra-destra o di destra-sinistra, e andare in piazza armati fino ai denti per "abbattere il sistema".
La cosa veramente impressionante è che Finkielkraut stesso ci spiega il perché dell'aggressione che ha subito, ma è proprio lui il primo a non capire. "Sarei sorpreso se fossero gilet gialli perché sono uno dei pochi intellettuali che hanno sostenuto il movimento fin dall'inizio", ha dichiarato in un'intervista che Globalist ha in parte riportato.
Ma come?! Li hai sostenuti fin dall'inizio Finkielkraut?! E adesso ti stupisci che siano venuti sotto casa tua e che ti abbiano circondato in strada, riconoscendo il tuo volto in mezzo a tanti pensionati dalle tue stesse sembianze che andavano a comprare una baguette?! Ti sorprendi? E tu, proprio tu, saresti un intellettuale lungimirante in grado di leggere la realtà per metterci in guardia dalle sue derive, Finkielkraut?
Come diceva Pier Paolo Pasolini polemizzando con Italo Calvino e con tanti altri bei nomi della cultura italiana, gli intellettuali sono in larga maggioranza purtroppo degli edonisti del sapere completamente scollati dalla realtà e hanno il pericoloso vizio di flirtare con chiunque scenda in piazza a protestare senza mai capire quali sporchi interessi si possono nascondere dietro quella protesta.
In Francia poi, ci sono sempre stati i campioni del mondo di questo genere di abbagli. Jean Paul Sartre, senza nulla togliere al suo talento di scrittore, ha sempre sostenuto candidamente tutti i terroristi possibili e immaginabili.
Per non parlare di quel pagliaccio da salotto del cosiddetto filosofo Bernard-Henry Levy che quasi cinque anni fa organizzò a Tunisi una sorta di summit per decidere il destino della Libia e venne subito rimesso di peso sull'aereo per Parigi da una folla di tunisini inferociti per la sua intollerabile ingerenza nelle spinose faccende del Maghreb. Anche in quel caso si parlò subito di antisemitismo. Ma era soltanto idiozia. Idiozia criminale e pseudo intellettuale.
Per tornare all'Italia, potremmo citare Toni Negri e tanti altri, ma per carità di patria è meglio lasciar perdere.
Viviamo tempi difficili, tempi veloci, in cui il bene dell'intelletto corre gravi pericoli. E abbiamo una stampa, ormai composta di giovani giornalisti sottopagati che non hanno avuto maestri, anch'essa capace di qualunque abbaglio.
Un esempio per tutti: fra le tante notizie agghiaccianti che si susseguono e vengono continuamente rilanciate da quelle lavatrici del cervello che si chiamano social network, tre giorni fa è stato segnalato l'assalto alla sede del governo di Tirana da parte di una folla inferocita che reclamava nuove elezioni sotto le insegne di ben 5 partiti di centrodestra e di centrosinistra.
Possibile che nessuno si sia stupito di una simile accozzaglia di partiti?
Gli intellettuali albanesi, che assolvono correttamente la loro missione anche perché se la passano molto peggio dei nostri, hanno ampiamente segnalato che quella folla di rivoltosi in realtà è una folla prezzolata dall'ex premier corrotto Berisha, che vuole spodestare l'attuale premier socialista Edi Rama che sta combattendo la corruzione come nessuno prima d'ora in Albania.
Tutte queste mistificazioni, tutte queste "rivoluzioni alla rovescia", possono veramente rovesciare il pianeta. Ma non ce ne accorgiamo neppure. Perché Pasolini è stato ammazzato tanto tempo fa, ma eredi non se ne vedono, neppure modesti.