Ma Virginia Raggi ha mai visto una vera metropolitana? Conosce la sua?

La Metropolitana di Roma è mitologica per i suoi continui malfunzionamenti, per la sua sporcizia e per i continui incidenti, anche mortali. Ma chi governa la città lo sa cosa vuol dire dipendere da essa?

Metro A a Roma

Metro A a Roma

Onofrio Dispenza 30 maggio 2019

Ma, Virginia Raggi ha mai visto una metropolitana diversa da quella di Roma? Le è mai capitato per impegni legati alla sua carica o semplicemente per un viaggio di famiglia o con amici, di servirsi della metropolitana di un'altra grande città europea? Ancor prima, è stata mai in quelle italiane, quella di Napoli o di Milano? Ha mai avuto in sorte di scendere in quella di Mosca o San Pietroburgo, in quella mitica londinese, a Berlino, Parigi, Madrid? Mai a New York? E potremmo continuare disegnando una ricchissima mappa del servizio di metropolitana nelle città italiane, europee e del mondo, senza parlare di quelle dei Paesi orientali, Giappone, Korea e Cina in testa. Continuiamo a fare riferimento a questa e quell'altra città e ci vengono in mente tante altre metropolitana, qualcuna visitata, altre viste in filmati o in tv.
Torno alla domanda iniziale: il sindaco di Roma ha mai visto una di queste metropolitane? E tornando a casa, ha avuto l'onestà di fare un raffronto con quella della sua città? Per essere esaustivi, c'è un'altra domanda da fare: il sindaco di Roma, non annunciata e con spessi occhiali da sole per non farsi riconoscere (meglio) è mai andata da sola, una tra tanti, in una stazione a caso della metropolitana di Roma, per un tratto a caso? Lo dico senza sentimenti diversi dalla mera curiosità. Se si decidesse a farlo, un suggerimento, prenda la linea A, parta da Termini in un'ora di punta, quella del tardo pomeriggio col rientro a casa di migliaia e migliaia di pendolari stanchi. Parta da Termini, arriverà velocemente a piazzale Flaminio grazie alla chiusura di due, tre stazioni. Piazzale Flaminio, un fermata prima della sciagurata Lepanto, dove ha perso la vita la donna senegalese, scivolata sui binari mentre arrivava il trenino. Certo, un incidente, ma un incidente che ha un'alta probabilità che accada se le condizioni della metropolitana, della stazioni e delle strutture e dei passaggi interni alla stazione sono quelli che sono a Roma. Nella metropolitana di Roma, banditi sistemi e meccanismi di entrata e uscita nei vagoni che altrove rendono impossibile ogni minimo incidente. Per giunta, la povera donna, nata in Senegal, e da cinque anni a Roma (con in testa tutti i problemi che ci rifiutiamo, non dico di condividere, ma solo di pensare) ci vedeva poco, han detto connazionali che la conoscevano. Andava ad un appuntamento con un legale per risolvere i tanti impicci di chi vuol diventare cittadino come gli altri, con tanti oneri, pochi diritti e pochi soldi.
Ora, se la metropolitana di Roma è un inferno per tutti, immaginiamo per chi ha anche problemi di vista. Non è difficile perdere l'equilibrio e amen. 


Dicevamo di piazzale Flaminio. Ho girato qualche capitale e se nel conto ci metto anche un paio di metropoli africane, la stazione Flaminio di Roma ha l'Oscar del lercio. A guardare pavimentazione e scale, ti piglia una profonda sensazione di vomito mentre cerchi di essere ottimista nel fissare la data dell'ultima profonda pulizia. Lo scalpitio dei passeggeri cambia colore ai gradini che di loro sarebbero neri di sporcizia. Tacchi e suole delle scarpe, al passaggio "scolpiscono" la naturale sporcizia. La scala mobile che porta fuori (Globalist lo denunciò mesi addietro) continua ad essere fuori uso. È una sorta di scandaloso totem, "cippo" che ricorda altre scale mobili. Uno stato generale, quello della stazione Flaminio, come tante altre, che fa venire i brividi quando ti fermi a pensare a come può mai fare un portatore di handicap.
Il top è sopra piazzale Flaminio, uscendone per entrare nella stazione del trenino che prosegue verso Roma Nord e i paesi che stanno e sono cresciuti di nuovi abitanti, lungo la Flaminia. La piattaforma in uso ai passeggeri è quella del tempo lontanissimo della costruzione, e per salire sul treno ci vogliono corde e piccozza, come sulla parete di una montagna. Nessuno ha mai pensato di portarla all'altezza di legge, per i portatori di handicap. Pulizia resta una parola sconosciuta. Andando in un'altra città europea o del mondo con le narici piene dell'odore della metropolitana di Roma, entrando in quelle altre, la prima cosa che pensi è: ma questa metropolitana non odora di metropolitana?! Allora percepisci che a "odorare" di metropolitana è solo quella di Roma…Odore e rumore. Solo i vagoni di quella di Roma regalano quel fragore di ferraglia che sa spegnere al suo internoogni possibile scambio di idee sulle condizioni della capitale d'Italia.