La sfida della suora al Sinodo: "Basta machismo, fateci votare"

Suori Birgit Weiler, una delle 35 donne presenti al Sinodo dei Vescovi ma senza diritto di voto, ha affrontato di petto uno dei più inviolabili tabù della Chiesa

Suor Birgit Weiler

Suor Birgit Weiler

globalist 11 ottobre 2019
Sarebbe un cambiamento storico quello per cui sta combattendo suor Birgit Weiler, della Congregazione delle suore missionarie mediche, che al Sinodo dei Vescovi ha affrontato di petto una questione che è ancora uno dei più inviolabili tabù della Chiesa: "Basta machismo" ha tuonato suor Birgiti, "anche le donne devono poter votare al Sinodo dei vescovi". 
"Bisogna superare il machismo - ha detto la teologa nel corso del quotidiano briefing per fare il punto sui lavori del Sinodo che ora vede riuniti i gruppi linguistici nei Circoli minori - che va contro ciò che dice Gesù. Nel circolo dove io mi trovo il tema del diritto al voto per le donne nel Sinodo è stato affrontato".
Più in generale, descrivendo l'atmosfera che viene respirata dalle 35 donne (ancora senza diritto di voto) presenti al Sinodo, suor Weiler ha sottolineato: "Nel Circolo minore a cui appartengo c'è una atmosfera aperta. Ci esprimiamo liberamente, vogliamo discernere insieme".
Quanto ad un riconoscimento maggiore auspicato per le donne in Amazzonia per cui si è parlato anche della creazione di un ministero ad hoc, la teologa ha osservato: "Tra vescovi e cardinali c'è una condivisione delle nostre preoccupazioni e in tanti vogliono che le cose cambino. Quando si vuole davvero andare verso una Chiesa sinodale, allora bisogna decidere insieme. Il che vuole dire avere più donne in posizione di leadership. Cosa che non richiede una ordinazione sacerdotale".
Un riconoscimento alle donne, ha ricordato la suora, sacrosanto se si considera che "la maggior parte delle attività pastorali in Amazzonia sono svolte da donne. Dobbiamo essere incluse anche nelle decisioni più importanti. Noi teologhe portiamo avanti la nostra lotta per una maggiore inclusione. Il settore accademico non è altro rispetto alla fede. Molte teologhe, poi, stanno lavorando insieme alle donne indigene per promuovere la teologia indigena. In tante lavorano per costruire ponti. Si tratta di andare oltre il machismo, e di dare più spazio alla leadership delle donne, non per un discorso di potere ma per condividere con gli uomini i nostri doni. L'umanità sarà più ricca".