Foa s'aggrappa alla poltrona: resto nel cda Rai come consigliere anziano

Il presidente dovranista bocciato dalla commissione di Vigilanza non molla la presa: lo faccio nell'interesse della Rai

Marcello Foa

Marcello Foa

globalist 2 agosto 2018

Come dire: aggrappato alla poltrona in nome dell’oltranzismo salviniano o del Cambiamento che dir si voglia in base al quale i posti si spartiscono e si difendono. O meglio, si arraffano: «Sono ancora in attesa di indicazioni dell'azionista e nel frattempo continuerò, nel pieno rispetto di leggi e regolamenti, a coordinare i lavori del cda come consigliere anziano».
Lo ha detto Marcello Foa, dopo lo stop di ieri della Commissione di vigilanza che non ha approvato la sua nomina a presidente Rai.
«Oggi ho informato i miei colleghi del consiglio di amministrazione - sottolinea Foa in una nota - che sono ancora in attesa di indicazioni dell'azionista e che nel frattempo continuerò, nel pieno rispetto di leggi e regolamenti, a coordinare i lavori del cda come consigliere anziano, nell'esclusivo interesse del buon funzionamento della Rai».
«Voglio sottolineare - spiega ancora Foa - che in queste prime riunioni il clima all'interno del consiglio è stato ottimo, di confronto franco e leale con colleghi di grandissimo valore, e che lo spirito che ci unisce è quello di servizio per la più grande azienda culturale del Paese».
 


 


"Se l'occupazione abusiva di Marcello Foa in Rai continuerà, siamo pronti a chiedere al Capo dello Stato di riceverci. Le prerogative del Parlamento nella effettività della carica di presidente sono chiare, e il governo M5S e Lega le sta stravolgendo. Si deve procedere subito ad una nuova candidatura che passi dal Cda e venga votata dalla Vigilanza". Lo afferma il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci. Durissimo anche il commento di Giorgio Mulè, portavoce di FI e capogruppo degli azzurri in Vigilanza Rai: "Salvini e il governo devono far dimettere Marcello Foa. Solo così si potrà riaprire il dialogo con le opposizioni. Il futuro del centrodestra? Se la Lega vuole rompere su questo è padrona di farlo, si assumerà la responsabilità. Non siamo subalterni al Carroccio". "Finora noi abbiamo offerto buonsenso e ci è stato risposto con dei calci sotto la cintola", dice in un'intervista alla Stampa. "Ma non siamo i signorsì della Lega. Se qualcuno pensa di minacciarci ha sbagliato indirizzo". Sull'intenzione della Lega di andare avanti confermando alla guida Foa come consigliere anziano, "vogliono infischiarsene della bocciatura? Bene, sono loro che scelgono il muro contro muro e violano la legge che prevede un presidente di garanzia concordato con le opposizioni", dichiara Mulè. Se Foa non lascerà la guida, "i presidenti delle Camere e il Capo dello Stato eserciteranno il loro potere di Vigilanza, per evitare il rischio di una dittatura della maggioranza e il rispetto delle minoranze"