I giornalisti rifiutano di incontrare Di Maio: all'assalto i manganellatori grillini

Dopo il rifiuto di Fnsi e Ordine dei giornalisti di vedere chi li ha definisi sciacalli i parlamentari M5s si scatenano: vergogna

Enrica Agostini insultata dai grillini durante un collegamento

Enrica Agostini insultata dai grillini durante un collegamento

globalist 26 novembre 2018

La Fnsi e l’Ordine dei giornalisti hanno detto no al capo politico di un Movimento che è uno dei principali responsabili dell’odio social contro i giornalisti e che, mentre il suo compare parlava di ‘puttane’
E sono partite le manganellate seriali coordinate dal Grande Fratello

Di Stefano, prima manganellata
"Ancora una volta ci dispiace apprendere che le associazioni di categoria dei giornalisti non accettino il confronto sui temi con il ministro Di Maio e preferiscano una chiusura vergognosa e una protesta strumentale a un incontro che avrebbe potuto essere positivo prima di tutto per i professionisti che rappresentano". 
È quanto afferma il sottosegretario Manlio Di Stefano del MoVimento 5 Stelle in riferimento al no ricevuto dal ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico dal segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, e dal presidente dell'Ordine dei giornalisti, Carlo Verna.

Di Stefano è sottosegretario agli esteri, ma si sa che i grillini parlano sulla qualunque, esattamente a 370 gradi come Barbara Lezzi.
"In che modo questi rappresentanti dei giornalisti intendono tutelare le persone iscritte alle loro associazioni se le loro posizioni non sanno andare oltre un no per partito preso? Noi del MoVimento 5 stelle abbiamo sempre criticato la presenza di editori impuri nel mondo dell'informazione e abbiamo combattuto il conflitto di interessi innegabile che esiste. La scelta di non confrontarsi equivale al negare un problema che sarebbe bene per tutti riconoscere, soprattutto nell'interesse dei cittadini che hanno diritto a un'informazione sana", conclude.

Maria Laura Paxia, seconda manganellata
Parole alla quale la Casaleggio Associati tramite il giornalista sotto procedimento disciplinare ha aggiunto altre considerazioni affidate a una signora diventata deputata grillina:
"L'atteggiamento dell'Ordine dei giornalisti e di Fnsi è vergognoso, rifiutando il confronto fanno del male a un'intera categoria. Sarebbe opportuno dialogare serenamente per trovare delle soluzioni condivise che possano tutelare tutti i giornalisti che vivono quotidianamente le difficoltà del precariato. Penso a quei giornalisti che sgobbano giornate intere per portare a casa pezzi pagati 3/4 euro. Anche per loro andava fatto questo confronto! Con questa chiusura vengono umiliati professionisti seri e preparati che l'Ordine e Fnsi non hanno saputo salvaguardare adeguatamente in quegli anni". Lo ha detto la deputata del M5s, Maria Laura Paxia.
Lucia Azzolina, terza manganellata

Ma, non paga, la Casaleggio Associati tramite sempre l’ex Grande Fratello ha incaricato un’altra deputata di firmare un comunicato di ulteriore condanna: "Dopo questo rifiuto cosa penseranno tutti quei giornalisti che faticano giornate intere per guadagnare solamente 3-4 euro a pezzo? Snobbare per la seconda volta il confronto con un ministro che vuole dialogare, significa non capire le difficoltà di un'intera categoria! Odg e FNSI continuano a fare del male a tutti quei professionisti seri che, invece, andrebbero tutelati. Questa è una mancanza di rispetto che non può passare inosservata, perché tutti i giornalisti devono essere messi nelle condizioni di svolgere dignitosamente il proprio lavoro. Questo era l'obiettivo dell'incontro voluto fortemente da Di Maio ma negato da Lorusso e Verna". Lo afferma in una nota Lucia Azzolina, deputata del M5s.
I giornalisti stanno con Fnsi e Odg, non con Di Maio
Una domanda sorge spontanea: perché Di Maio non ha chiesto un incontro con la Fieg? Quanto ai grillini finiti nel parlamento possono stare tranquilli: la stragrande maggioranza dei giornalisti pensa che la categoria si senta umiliata se si devono ascoltare le concioni sgrammaticate di chi ha fatto le sue fortune con le fake news e dimostra un’arroganza inferiore solo all’ignoranza.