Il Tg2 attacca Fazio su Macron: "Non incalza". Loro invece con Salvini che fanno?

Il telegiornale si è fatto inteprete dei malumori della destra sovranista. E ha sfornato un servizio livoroso che ha attaccato una trasmissione della Rai stessa

L'intervista di Fazio a Macron

L'intervista di Fazio a Macron

globalist 4 marzo 2019

La linea di scuderia dell’estrema destra al potere o all’opposizione era una ed era stata sintetizzata da un esponente di Fratelli ‘d’Italia: l’intervista a Macron fatta da Fabio Fazio va contro gli interessi nazionali.



Affermazione bizzarra visto il recentissimo colloquio chiarificatore tra l’Eliseo e Mattarella e visto che la Francia è un nostro partner commerciale e - appunto - si sta cercando di ripristinare rapporti di buon vicinato e collaborazione dopo le tensioni.
Ma in attesa che qualcuno si affacci dal balcone per dichiarare guerra alla Francia (Vincere e vinceremo, ricordate come poi andò a finire) lo sdegno sovranista si è abbattuto contro l’intevista.
E per mano di chi? Del Tg2, ormai affettuosamente ribattezzato a Saxa Rubra e perfino a Viale Mazzini, come il Tg Salvini, che ha dedicato all’intervista di Fazio un livoroso servizio nel quale il telegiornale della seconda rete ha attaccato uno scoop di Rete Uno.
Qualcosa di inedito, di irrituale. Ma evidentemente il richiamo della foresta (Fratelli d’Italia, Lega e fronte sovranista) è stato tale da consigliare di mettere da parte perfino il bon ton aziendale, anche se Fazio è considerato da molti un usurpatore del quale liberarsi al più presto.
Così nel servizio su Macron, l'autore si è messo a fare la’pagella’. Ed ecco alcune perle: “Fazio porge argomenti, Macron sceglie come affrontarli”. E ancora: “Fazio annuisce e non incalza”. E infine, in una sorta di apologo, le considerazioni da cui trarre una morale: “E a noi tornano in mente le interviste ai capi di Stato quelle vere (un modo di dire che quella di Fazio è finda, ndr). Per sintesi due soli esempi distinti e distanti eppure maiuscoli (ossia Fazio è minuscolo, ndr): Oriana Fallaci al cospetto dell’Ayatollah Khomeini, Gianni Minà, sei ore di fila di domande a Fidel Castro”,
Premesso che in un telegiornale del servizio pubblico a uno che dice “a noi vengono in mente” si dovrebbe rispondere e chissene frega, c'è da notare l’uso strumentale di Gianni Minà per l’attacco ‘sovranista’ con una copertura a sinistra.
Che dire? Il dibattito sui giornalisti che dovrebbero ‘incalzare’ o fare domande scomode è vecchissimo. Ed è legittimo.



Ma da quale pulpito? Non dal Tg2. Una testata nella quale solo pochi giorni orsono è stato organizzato un marchettone pre-elettorale con Salvini travestito da sardo e che è durato più del dovuto e nel quale si è lisciato a voci unificate (tutti gli ospiti erano schierati in favore del leghista) il pelo del ministro della Nutella, con domande cos' comode rispetto alle quali perfino Fabio Fazio - quello che non incalza - poteva sembrare un esagitato.
In quel programma del Tg2 mancava solo l’arrivo del buon Fracchia che diceva “quanto è umano lei” e il cerchio delle adulazioni di sarebbe chiuso.
Volete un Fabio Fazio che incalza? Bene, date l’esempio. Magari quando intervistate Salvini che parlerà della ‘mangiatoia’ sui migranti potreste domandargli: a proposito di mangiatoia, che ha da dire sui capogruppo della Lega di Camera e Senato condannati per i soldi illecitamente spesi in Lombardia e Veneto? E che ne dice dell’europarlamentare della Lega che ha calpestato con una scarpa le carte di Moscovici, anche lui condannato per l’uso improprio dei fondi pubblici? E dei 49 milioni? E’ pentito di aver candidato Luca Traini, lo sparatore di Macerata con i simboli nazisti tatuati, nelle liste della Lega alle comunali? Che farà per evitare che i lettori di Mein Kampf frequentino le vostre sedi?



La lista è lunga. Incalzate voi per primi se pretendete che lo facciano gli altri. Altrimenti siamo alla storiella del bue che dava del cornuto all'asino.



Una speranza: tanti restano sempre nell’attesa di un servizio pubblico libero dai partiti e dalle logiche di partiti. Alla Rai ci sono fior fiore di giornalisti, grandi professionisti che sanno fare molto molto di meglio. Se avessero la libertà di farlo.