Lega e M5s si accapigliano sulla Rai e il Carroccio accusa il Tg1

I leghisti contrariati da come il tg della rete ammiraglia ha raccontato Verona, mentre il Tg2 - il Tg Salvini - continua imperterrito a lisciare il pelo al capitano.

La Rai a Viale Mazzini

La Rai a Viale Mazzini

globalist 31 marzo 2019
Per la serie: quelli che promettevano una Rai indipendente e libera dai partiti e invece, nella guerra a spartirsi tutto.
Cos’ì la Lega è andata all’attacco del Tg1 grillino: “Il Tg1 la smetta con la partigianeria e torni a fare informazione pubblica. La copertura giornalistica sul Congresso mondiale sulla Famiglia è la goccia che fa traboccare il vaso: smentisce tutti i buoni propositi di cui ci aveva parlato il direttore Carboni in Commissione di Vigilanza Rai a conferma di una narrazione della realtà spesso ai limiti della fantasia. Non è così che realizzeremo la Rai del cambiamento voluta assieme al M5s. Non vorrei che, preferendo l'opinione alla realtà delle notizie oggettive ed essenziali, il direttore del Tg1 si stesse candidando a condurre la striscia serale post Tg. Spero di sbagliarmi, perché in Vigilanza avevo incontrato un giornalista deontologicamente integerrimo e molto appassionato".
Così il deputato della Lega Massimiliano Capitanio, segretario della Commissione di Vigilanza Rai.
Vero: può essere. Il Tg1 grillino è sempre molto attento a mettere una buona parola per il M5s, a cercare di far passare Virginia Raggi una buona sindaca.
Tuttavia la Lega non può dimenticare che il Tg2 è amabilmente chiamato il Tg Salvini che è la persona che vanta più citazioni e le cui frasi (le vogliamo dipingere sui muri?) vengono citate anche a commento di fatti di cronaca, soprattutto se riguardano stranieri: “… e il ministro Salvini ha detto: io tiro dritto” e via discorrendo.
In altri termini, il governo del cambiamento è tutto fuorché cambiamento. Le nomine blindate ne sono la miglior (peggior) prova.