Si parla di migranti: la Rai M5s-Lega nega il patrocinio al festival del Mediterraneo

Dal 16 al 19 maggio a Lecce era in programma Sabir organizzato da Acli, Caritas e Cgil. La Lega aveva presentato un'interrogazione definendo la manifestazione 'contro il governo'

Il Festival delle culture mediterranee “Sabir”

Il Festival delle culture mediterranee “Sabir”

globalist 13 aprile 2019
Reazionari, con il forte desiderio di imbavagliare tutto e togliere fondi e visibilità a tutto quello che non è in linea con la propaganda xenofoba e la rudezza ignorante che viene praticata dai sedicenti sovranità.
Così si scopre che la Rai ha negato il patrocinio al Festival delle culture mediterranee, “Sabir” che era in programma dal 16 al 19 maggio a Lecce.
Nei precedenti quattro anni il servizio pubblico aveva sempre patrocinato gli eventi che si erano svolti a Lampedusa, Pozzallo, Palermo e Siracusa.
Anche quest’anni l’Arci, organizzatrice della manifestazione insieme con Acli, Caritas e Cgil e altri aveva presentato la richiesta. Ma questa volta dalla Rai è arrivato rifiuto.
Da Viale Mazzini un no motivato con poche righe che suonano come lo ‘scappellamento a destra’ del Conte Mascetti di Amici Miei. Così hanno scritto alla presidente nazionale dell'Arci, Francesca Chiavacci: "La sua richiesta cade in un momento di grande rinnovamento della corporate che comporta, in questa fase di transizione, anche la ridefinizione di regole e procedure - ha scritto Margherita Ghinassi, responsabile sponsorizzazioni di Rai - In attesa delle nuove linee generali si è desolati di non poter soddisfare la richiesta"
La realtà è un’altra: sia a Salvini che ai suoli camerieri grillini complici nella criminalizzazione delle Ong e nella linea disumana sui migranti non va a genio Sabir, iniziativa dove si parla di migranti ed Europa e si fa formazione per chi si dedica all'accoglienza.
Veleno per il governo reazionario del caso Diciotti e del decreto sicurezza.
Tra l’altro lo scorso anno scorso la Lega aveva chiesto di ritirare il patrocinio a Sabir con un'interrogazione parlamentare (di Simona Pergreffi e Daniele Belotti) perché "non imparziale" e contro il governo.
La replica dell’Arci è stata chiara: “Se non ci fosse stata quell'interrogazione avremmo creduto alla riorganizzazione della Rai invece quel precedente ci dice molto. Forse parlare di immigrazione dà fastidio, eppure ci sembrava che le tematiche affrontate da Sabir fossero in linea con il servizio pubblico".