"Senza reggiseno in Procura": pur di attaccare la Rackete Libero diventa 'guardone'

Il giornale noto per i suoi titoli a doppio senso contro la capitana che "ha sfoggiato una maglietta aderente nera a metà tra il marinaretto e il kombat, in perfetto stile Ong" 

Carola Rackete

Carola Rackete

globalist 20 luglio 2019
Un capolavoro, nello stile di Libero. Il giornale che titola ‘la patata bollente’ riferito a Virginia Raggi o anche ‘Renzi e Boschi non scopano” e che ora, pur di attaccarsi a tutto per fare polemica si attacca ad un presunto reggiseno mancante, come nemmeno nelle peggiori teocrazie potrebbe accadere.
Il tutto per denigrare Carola Rackete, visto che gli insulti e le minacce social arrivate dai profili di Salvini e di altri partiti di destra non bastavano.
Cosa ha scritto Libero? “Sfrontatezza politica e sfrontatezza personale. Carola Rackete, che fonti tedesche riferiscono essere tornata in Germania subito dopo l'interrogatorio ad Agrigento, giovedì si è presentata in Procura con il sorriso stampato sul volto, accompagnati dai suoi legali. Non paga di nuove sprezzanti dichiarazioni contro Matteo Salvini (che ha querelato) e il governo italiano, la 31enne capitana della Sea Watch indagata per favoreggiamento di immigrazione clandestina per lo sbarco effettuato a fine giugno a Lampedusa ha sfoggiato una maglietta aderente nera a metà tra il marinaretto e il kombat, in perfetto stile Ong. 
Sfrontatezza politica e sfrontatezza personale. Carola Rackete, che fonti tedesche riferiscono essere tornata in Germania subito dopo l'interrogatorio ad Agrigento, giovedì si è presentata in Procura con il sorriso stampato sul volto, accompagnati dai suoi legali. Non paga di nuove sprezzanti dichiarazioni contro Matteo Salvini (che ha querelato) e il governo italiano, la 31enne capitana della Sea Watch indagata per favoreggiamento di immigrazione clandestina per lo sbarco effettuato a fine giugno a Lampedusa ha sfoggiato una maglietta aderente nera a metà tra il marinaretto e il kombat, in perfetto stile Ong. 
Sobria sì, ma con un dettaglio decisamente fuori luogo: niente reggiseno. Un po' di decenza in più in un luogo pubblico non avrebbe guastato, anche se per chi venera il concetto di libertà anche in spregio alla legge o l'autorità militare, in fondo, quella del seno è l'ultimo dei pensieri”.
Resta una sola domanda rispetto a questa ennesima ‘impresa’: ma l’Ordine dei giornalisti e il consiglio di disciplina che ci stanno a fare?