Basta odio: Facebook rimuove contenuti di Salvini e della Lega


Dopo aver segnalato la pagina Facebook ‘Lega – Salvini premier’, che conta oltre 500mila follower, Stephen Ogongo ha avuto un riscontro dal social netwtor

L'invito a sparare ai migranti comparso sulla pagina Facebook della Lega

L'invito a sparare ai migranti comparso sulla pagina Facebook della Lega

globalist 28 luglio 2019

Un segnale. Magari piccolo ma importante: Stephen Ogongo, giornalista e fondatore del portale online ‘Cara italia’, ha annunciato che per la prima volta Facebook ha rimosso contenuti della Lega e di Salvini dopo una sua segnalazione.



Dopo aver segnalato la pagina Facebook ‘Lega – Salvini premier’, che conta oltre 500mila follower, Ogongo ha ricevuto un messaggio dal servizio assistenza in cui si legge: “Dopo aver esaminato la pagina, abbiamo riscontrato che alcuni contenuti non rispetto i nostri Standard della community. Abbiamo rimosso quei contenuti specifici (ad esempio foto e post) anziché l’intera pagina”.


Secondo Ogongo, originario del Kenya e residente in Italia da oltre 20 anni, è la prima volta che in Italia vengono rimossi dei post di Salvini: “Si tratta di un segnale piccolo, ma di una bella soddisfazione, perché solo pochi giorni fa abbiamo lanciato una campagna indirizzata a Mark Zuckerberg il fondatore di Facebook, in cui lo sfidiamo a chiudere tutte le pagine social di Salvini e della Lega”.


Un video che in poco più di una settimana ha totalizzato oltre 160mila visualizzazioni.
In una intervista Ogongo ha affemrato che “Normalmente pagine Facebook che alimentano discorsi d’odio generano molto traffico per l’Azienda. Non è un caso che dietro a pagine di questo tipo, lavorino nutriti staff, e che contino anche utenti molto attivi”. Un meccanismo, questo, che “genera più soldi, anche grazie alla pubblicità”.


La maggior parte dei contenuti che il vice-premier pubblica ogni giorno, riprende Ogongo, “sono sponsorizzati. Ma quando su Facebook si paga una somma per promuovere un post, uno staff valuta che quel messaggio non violi le policy aziendali”.


Ma nel frattempo nella pagina che appoggia il ministro dell'Interno, responsabile della polizia postale e della sicurezza di ogni persona che stia sul suolo italiano, continuano a comparire messaggi in cui si invitano i poliziotti a sparare contro gli immigrati.